martedì 15 luglio 2014

Lettera ai fratelli meridionali di questa italietta

Lettera ai fratelli meridionali di questa italietta


Lettera ai fratelli Duosiciliani e/o comunque ai nati, residenti ed emigrati della terra duosiciliana,
Dio Guardi
Gravina, 10/06/2014 Carissimi Fratelli e sorelle “Meridionali”!
Vi chiamerò cosi perché oggi siete considerati tali! Ecco come profetizzò i 150 anni seguenti all'unità italiana Francesco II. La storiografia ufficiale l’ha imposto come sprovveduto, inetto, pusillanime. In realtà la sua figura è stata la più martoriata dai media per 150 anni (ancora oggi) per nascondere una verità troppo scomoda per questo paese... giustificare un risorgimento, la cui attendibilità fa acqua da tutte le parti... Francesco II, come tutti i Borbone di Napoli, è stato un sovrano coraggioso, lungimirante, cattolicissimo e, soprattutto, un Napolitano vero, che condivideva sangue e cultura del popolo Napolitano. Un Re galantuomo vero... il 6 settembre 1860, alle 17.30 il re, la regina con una modesta scorta s’imbarcano sul Messaggero, comandato da Vincenzo Criscuolo. Lasciavano a Napoli tutto, anche i loro averi personali che saranno incamerati dal vorace Savoia. Durante la traversata, non vi furono a bordo refezioni, né conversazioni liete. Nessuno osava rompere quel triste silenzio. Verso le dieci la regina si ritirò in un camerino di coperta, e accennò ad assopirsi, vestita com'era. Il comandante non ebbe il coraggio di invitarla a ritirarsi in luogo più adatto, né andò molto che lei fu vinta dal sonno. Il re passeggiava con la testa china, solo: e il Criscuolo, per non disturbarlo, salì sul ponte di comando a fumare. Il mare era tranquillo. Verso mezzanotte, non sentendo più camminare il re, Criscuolo chiese al cameriere Mirante: «Agostino, il re dorme?» «Sì» egli rispose; ma, dopo pochi minuti, ecco che riapparve, e accostatesi al Criscuolo, gli disse: «Vincenzino io credo che l'armata navale mi abbia interamente tradito, e quindi nessuna delle navi da noi chiamate, ci seguirà a Gaeta». Criscuolo, per confortarlo, gli disse di non condividere tale opinione, mentre sapeva bene che neppure tutto l'equipaggio del Messaggero era interamente fedele, tanto che egli era dovuto ricorrere a qualche minaccia, perché il fuochista e gli atri marinai facessero il loro dovere. Il re aggiunse: «I napoletani non hanno voluto giudicarmi a ragion veduta; io, però ho la coscienza di aver fatto sempre il mio dovere, ma a essi rimarranno solo gli occhi per piangere».
Siete ancora convinti che votare i partiti italioti o leghisti vi possa aiutare a fare risorgere la vostra terra e meritare il rispetto dalla vostra Italia? Un ladro di cavalli a Calatafimi disse qui o si fa l’Italia o si muore, oggi io vi dico che l’Italia non è mai stata fatta e stiamo morendo tutti chi sucida per disoccupazione e chi per tumore. Se volete che la vostra Italia diventi la nostra Italia dovete aiutare la vostra terra a risorgere, non può esistere la vostra Italia senza la nostra terra benedetta da Dio, consacrata alla madonna dell’Annunciazione da Pio IX e maledetta dagli italiani massoni. voi sarete sempre e solo meridionali se continuate ad abbassare la testa e accogliere tutte le chiacchiere di chi si vende la sua anima per la poltrona e a voi non vi lascia nemmeno le briciole per tentare di sfamarvi. Io sono stanco di essere un meridionale, voglio difendere la mia terra in tutti i modi pacifici, legali e non violenti perché noi siamo brava gente, non mafiosi o camorristi come ci dipingono i fratelli d’Italia. noi siamo in grado di far rinascere la nostra terra se lo vogliamo, noi possiamo tornare ad essere una grande potenza economica come lo eravamo 153 anni fa!... ma dovete volerlo.
I vostri figli emigrano quando potrebbero lavorare qui, se solo aiutaste le imprese locali a crescere con la vostra spesa quotidiana e abbandonaste la vostra egocentrica accidia frutto di un metodico plagio di fratelli d’Italia massoni nordisti, potremmo farcela.
Magari con un’Italia confederata senza un governo centrale ma con un consiglio di coordinamento dei vari governi regionali indipendenti, senza tante regioni come oggi ma con macroregioni indipendenti e coordinate fra loro, che insieme collaborano alla crescita del popolo intero. Solo allora potremmo dire " abbiamo fatto l’Italia" e non sarete più meridionali sarete duosiciliani, non diranno più "a sud" con disprezzo, ma con orgoglio, altrimenti meglio soli che male accompagnati, meglio duosiciliani indipendenti che italiani, se ne siete convinti condividetelo pure. 
Viva il popolo sovrano
Rocco Michele Renna (Brigante Rocco), movimento duosiciliano!

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