venerdì 29 aprile 2016

Luigi Vanvitelli l’Architetto e la reggia di Caserta


Luigi Vanvitelli, (Napoli, 1700 – Caserta, 1773) è stato un architetto, ingegnere, scenografo e pittore italiano. Nato dal famoso vedutista Gaspar van Wittel, divenne subito popolare per le sue spiccate doti artistiche, tanto da ricevere da subito le lodi di Filippo Juvarra, uno dei principali architetti barocchi.
Ha profondamente rinnovato l’architettura, ha avuto molti allievi, imitatori e seguaci, tanto che col tempo il suo stile si diffusero talmente in Italia ed Europa, da creare un nuovo stile: l’architettura neoclassica.
luigi Vanvitelli

Ha progettato e restaurato innumerevoli opere in tutta Italia. Le sue notevoli capacità lo fecero divenire il principale architetto del Papa, ma gli attirarono numerose invidie ed antipatie. A Roma, tra i tanti lavori, vi fu anche la messa in sicurezza della cupola di San Pietro.
Il nuovo re di Napoli, Carlo di Borbone, per creare il nuovo centro nevralgico del suo regno, chiese a Vanvitelli di progettare la nuova città di Caserta, di cui la Reggia ne era il fulcro e l'acquedotto per portare acqua alla Reggia. Il progetto, stampato e diffuso subito in tutta Europa, suscitò grande ammirazione nei sovrani, ma gli attirò grandi antipatie ed anche episodi di mobbing.
acquedotto carolino di Vanvitelli

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1773, i lavori della Reggia furono continuati dal figlio Carlo.
Luigi Vanvitelli, nato Lodewijk van Wittel (Napoli, 12 maggio 1700 – Caserta, 1º marzo 1773), è stato un pittore e architetto italiano di origine olandese.
Biografia
Formazione
Figlio del celebre vedutista Gaspar van Wittel, trasferitosi in Italia dai Paesi Bassi nel 1694, nacque a Napoli, dove il padre era stato chiamato l'anno prima dal vicerè duca di Medinaceli, che gli fece da padrino. Luigi iniziò la propria attività come pittore, per poi dedicarsi all'architettura e divenire uno dei più importanti architetti italiani del periodo fra il Barocco e il Neoclassicismo.
Vanvitelli si ispirò all'opera di alcuni grandi architetti del Barocco, come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Carlo Fontana, Filippo Juvarra e studiò a fondo i trattati e le opere degli architetti dell'antichità e del Rinascimento. Negli anni della formazione strinse una duratura amicizia e collaborazione con Nicola Salvi e si iscrisse all'accademia dell'arcadia.
A Roma
Nel 1732 partecipò al concorso per la facciata di San Giovanni in Laterano e a quello per la Fontana di Trevi, concorsi che avrebbero segnato la rinascita artistica dello Stato della Chiesa sotto il governo illuminato di papa Clemente XII; i progetti vanvitelliani, che andavano incontro alle nuove tendenze neoclassiche, furono molto apprezzati negli ambienti più colti, ma la giuria ritenne opportuno premiare progetti che assecondavano il gusto barocco, a Roma ancora pienamente imperante. In questi concorsi non ebbe successo, ma ebbe modo di segnalarsi e di ottenere l'anno successivo un importante incarico nello Stato Pontificio: quello del porto e del lazzaretto di Ancona.
Opere ad Ancona e nelle Marche
Dopo la partecipazione ai concorsi romani, il nome di Vanvitelli era diventato noto ed apprezzato e ciò valse all'architetto il suo primo incarico importante, ottenuto direttamente da papa Clemente XII: quello di riprogettare il porto di Ancona per renderlo adatto a svolgere la funzione di scalo romano verso oriente.
Nell'ambito dei progetti anconetani, si ricorda soprattutto il Lazzaretto (1733 - 1738), costruito su una grande isola artificiale a forma di pentagono, realizzata all'interno del porto dallo stesso Vanvitelli che, da buon olandese, sapeva bene come strappare terre al mare. La forma geometrica regolare dell'edificio a pentagoni concentrici, il tempietto di San Rocco al centro del cortile, la geniale tecnica costruttiva, l'armonica composizione delle varie funzioni, il rivellino che punta verso il mare aperto fanno del lazzaretto anconitano un vero capolavoro.
Oltre al Lazzaretto, ad Ancona Vanvitelli realizzò anche il Molo Nuovo, il suo ingresso monumentale (l'Arco Clementino) e la Chiesa del Gesù, che con la sua facciata concava ed alta sul mare, riassume la curvatura dell'intero arco portuale. Con queste opere il nostro artista ridisegnò e reinterpretò personalmente la forma del porto e della città che su di esso si affaccia. Diede così un anticipo della sua grande abilità come paesaggista, la stessa che svilupperà in seguito nella celebre Reggia di Caserta. Ad Ancona operò anche al Duomo (dove progettò l'edicola della Regina di tutti i santi) e a Palazzo Ferretti.
Negli anni trenta e quaranta del Settecento l'artista operò in tutte le Marche: progettò il caratteristico campanile per la Basilica della Santa Casa a Loreto, la facciata e l'interno della chiesa della Madonna della Misericordia di Macerata[6], la chiesa della Maddalena di Pesaro.
Inoltre, durante la permanenza in Ancona per le opere portuali, venne interpellato dal Comune di Ascoli Piceno per un parere sul progetto per la nuova sala teatrale da realizzare nel Palazzo Arringo; pur giudicando la struttura lignea di carattere bibienesco concepita dall'intagliatore ascolano Giuseppe Gualtieri ben adattata al grande vano destinato allo scopo nel palazzo, Vanvitelli biasimò la moda alquanto diffusa di imitare le bizzarre sale di spettacolo dei Bibiena.
La presenza di Vanvitelli e le sue numerose opere marchigiane influirono profondamente sull'architettura di Ancona e della regione, dove lasciò uno stuolo di seguaci.
Ritorno a Roma
A Roma ottenne la carica di architetto della Basilica di San Pietro in Vaticano, che mantenne per tutta la vita. Suoi alcuni interventi di sistemazione, in vista del Giubileo del 1750, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, ricavata da Michelangelo Buonarroti nelle Terme di Diocleziano. Nel 1911 la facciata realizzata prima degli interventi vanvitelliani fu demolita, ma l'interno è ancora quello progettato da Vanvitelli.
Reggia di Caserta
Nel 1750 il re di Napoli Carlo di Borbone richiese al Vanvitelli il progetto di una nuova reggia che aveva pensato per la città di Caserta, facilmente raggiungibile dalla capitale, ma discosta da essa, come lo era Versailles da Parigi. La reggia, che avrebbe dovuto sorgere nei pressi di una nuova città (che fu poi realizzata in tempi successivi, in modo caotico e senza tener conto delle idee di Vanvitelli), fu rifornita d'acqua dal monumentale Acquedotto Carolino, progettato da Vanvitelli sul modello delle opere idrauliche dell'antica Roma.
La Reggia di Caserta, definita come l'ultima grande realizzazione del Barocco italiano, è sicuramente la sua opera più importante. Curatissima nei dettagli ed articolata su quattro monumentali cortili, la costruzione è fronteggiata da uno scenografico parco, che sfrutta la pendenza naturale del terreno per articolarsi in una gigantesca cascata artificiale, scandita da una serie di fontane con statue marmoree. Le parti più scenografiche sono l'insieme dell'atrio e del monumentale scalone d'onore e la cappella. Notevole è il teatro di corte, la cui sala a ferro di cavallo piuttosto arrotondato è resa solenne dall'ordine gigante di colonne, che dissimula la tipica gracile struttura lignea a palchetti. Privo delle quattro torri angolari e della cupola centrale, che avrebbero dovuto movimentarne la mole, il palazzo è una sorta di sintesi originalissima tra Reggia di Versailles e l'Escorial.
Dopo la sua morte i lavori alla reggia furono proseguiti dal figlio Carlo (Napoli, 1739-1821).
Attività in Lombardia
Negli anni napoletani, Vanvitelli ottenne anche alcune commissioni in Lombardia. A Brescia, a quel tempo territorio veneto, progettò un nuovo attico per la Loggia, mentre a Milano tentò invano di ottenere la commissione per la nuova facciata del Duomo e propose anche un disegno per un nuovo palazzo ducale, non eseguito, che fu però l'occasione per raccomandare alla corte asburgica il suo allievo Giuseppe Piermarini.
Altre opere
Abacuc e l'angelo e Daniele nella fossa dei leoni: affresco presbiterio chiesa del Suffragio, Viterbo (1730)
Basilica della Santissima Annunziata Maggiore a Napoli
Decorazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli alle Terme di Diocleziano a Roma
Caserma di Cavalleria Borbonica
Chiesa degli Olivetani di Perugia
Chiesa della Missione ai Vergini a Napoli
Villa Giulia (Napoli)
Facciata della chiesa della Santissima Annunziata di Airola
Chiesa di Sant'Agostino a Siena
Facciata della chiesa gesuitica di San Vito a Recanati (attribuzione incerta)
Chiesa in stile neoclassico del 1775 annessa all'Abbazia Santa Maria del Bosco tra i comuni di Contessa Entellina e Bisacquino
Ciborio della cappella del SS. Sacramento nel Duomo di Siracusa, realizzato nel 1752.
Convento di Sant'Agostino a Roma (in particolare il salone della Biblioteca Angelica ultimato nel 1765)
Fontana al centro della frazione di Vermicino, fatta costruire nel 1731 da papa Clemente XII
Fontana dei pesci a Largo Campo nel centro storico di Salerno
Fontana del Vanvitelli del 1740 al centro delle mura di papa Urbano VIII nel porto storico di Civitavecchia fatta costruire da papa Benedetto XIV
Foro Carolino (odierna piazza Dante) a Napoli
Molo Nuovo (ora parte centrale del Molo Nord), il Lazzaretto, l'Arco Clementino e la chiesa del Gesù di Ancona
Lavori all'annesso Palazzo Apostolico di Loreto
Facciata del Palazzo Odescalchi a Roma
Palazzo de Gemmis a Terlizzi
Palazzo del Liceo Classico "Agostino Nifo" di Sessa Aurunca
Palazzo Doria d'Angri a Napoli
Palazzo Sforza-Fogliani a Castelnuovo Fogliani nel comune di Alseno.
Madonna della Misericordia a Macerata
Palazzo Torri a Macerata (tradizionale attribuzione)
Palazzo Vallelonga (oggi sede della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco) in perfetto Rococò, a Torre del Greco (NA)
Sagrestia della basilica santuario di Santa Maria di Pozzano (1754)
Villa Campolieto a Ercolano, dove Vanvitelli fu impegnato dal 1763; i lavori furono portati avanti dal figlio Carlo dopo la morte del padre
Villa Giulia (o De Gregorio di Santelia), a Barra, quartiere di Napoli, terminata nel 1761[10].
Ampliamento e facciata di Villa Tuscolana a Frascati ora Grand Hotel Villa Tuscolana
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Garante Privacy: un blogger è un giornalista di Luca Annunziata



Garante Privacy: un blogger è un giornalista

L'authority interviene dopo il ricorso di un personaggio famoso. Per quanto attiene la vita privata dei personaggi pubblici, non c'è differenza tra giornali e blog

Roma - Il Garante Privacy è intervenuto con il Provvedimento numero 4747581, pubblicizzato nella newsletter dell'authority del 27 aprile, per dirimere un dubbio: per i blogger, privati cittadini che pubblicano notizie e opinioni sul proprio sito personale, valgono le stesse regole che si applicano ai giornalisti. Almeno per quanto attiene la diffusione a mezzo Web di informazioni sulla vita personale di personaggi famosi.

Il caso riguardava una donna, il cui nome risulta redatto nel provvedimento, che si è rivolta al Garante per chiedere conto dell'operato di un blog (il cui autore anch'esso è stato reso anonimo) che aveva pubblicato informazioni sulla sua vita sentimentale e giudiziaria: secondo il ricorrente, pubblicando quelle notizie il blogger aveva di fatto violato i diritti della donna, poiché non si trattava né di una testata registrata e neppure di un giornalista iscritto all'albo.

Il resistente, che ha dichiarato in fase istruttoria la totale assenza di profitti provenienti dal blog in questione (sebbene il ricorrente avesse sottolineato come fosse anche autore di un libro pubblicizzato su quelle pagine), ha invece puntato sulla disponibilità di queste informazioni anche sul sito della donna che ha fatto ricorso, e su molte altre testate online. Si trattava, in effetti, di dettagli relativi a delle vicende pubbliche ampiamente documentate sui mezzi di informazione.
Il Garante ha concluso che al blogger vanno riconosciute in ogni caso le stesse garanzie di cui godrebbe un giornalista nella sua stessa situazione: se un blog svolge attività di informazione, anche non in modo costante, può pubblicare le stesse notizie che pubblicherebbe qualsiasi giornale con lo stesso tipo di modalità. Restano però in piedi tutte le leggi in materia di diffamazione, per le quali la ricorrente potrà sempre rivolgersi a un tribunale ordinario: la forma con la quale vengono narrate le vicende, comunque, rientra nel campo della libertà di espressione e dunque non rientra nel giudizio dell'authority.

Al termine del procedimento il Garante ha quindi stabilito che il ricorso era infondato, e anche stabilito che le spese legali sostenute dalle parti saranno a carico di ricorrente e resistente senza alcuna compensazione ulteriore.

Luca Annunziata
fonte: http://punto-informatico.it/4315167/PI/News/garante-privacy-un-blogger-un-giornalista.aspx

S.M. Ferdinando II di Borbone Re delle Due Sicilie di A. schettini

Antonio Schettini

Aveva un fisico imponente.Questo incuteva timore negli interlocutori.Ma il timore lasciava ben presto spazio alla piu' pura affabilità verso gli altri.Era un uomo sincero e coerente.Si arrabbiava,di brutto,quando i suoi ordini non venivano eseguiti alla lettera o quando si accertava che i gangli della Pubblica Amministrazione non funzionassero a dovere.Era maturo fin da piccolo.Sovente partecipava ai Consigli di Stato durante gli ultimi anni di Regno del nonno e ancor di più durante il quinquennio del padre.Aveva una passione smodata per l'Ars Militaris e il suo passatempo giovanile era quello di visitare le Regie Caserme del Reame per tutto osservare.Il suo scopo precipuo,asceso al trono,fu sempre quello di assicurare al Regno delle Due Sicilie pace e prosperità.Ventinove anni di pace furono assicurati.E furono ventinove anni di grandissima prosperità economica.Il Regno fondato da Carlo raggiunse sotto questo monarca vette mai più raggiunte.I prodotti duosiciliani divennero sinonimi di altissima qualità.E i nemici della dinastia Borbonica non diedero scampo al progresso del Regno:aizzarono rivolte in lungo e in largo pur di destabilizzare la florida congiuntura ottenuta.Ed egli,pur colpito da questi attacchi sibillini perpetrati da potenze straniere che pungolavano piccoli ed insignificanti reami ai piedi delle Alpi,fu sempre vincitore.Anche nel bieco 1848,quando la Sicilia sembrava perduta per sempre,il Grande Re riuscì a trionfare,mostrando pietà nei riguardi dei capi della rivolta.E ancora si gettò a capofitto nel lavoro di consolidamento del Regno,lui uomo tutto d'un pezzo e mai rancoroso.Porto' istruzione e lavoro in tutto il Regno.Ebbe sempre un occhio di riguardo verso le categorie più indigenti,ottenendo che la loro tassazione fosse bassissima.I nobili lo temevano,i letterati in odore di liberalismo lo dipingevano alla stregua di novello Caligola...solo il Popolo lo adorava.Quello stesso Popolo che lo pianse a lacrime di sangue il 22 maggio del maledetto 1859.
Il Regno delle Due Sicilie aveva perso il suo uomo di governo piu' illustre.

sabato 9 aprile 2016

ARRESTI ENI – CENTRO OLI VAL D’AGRI MDS e Dibello in prima linea


Continuano le operazioni di prelievo con testimoni del MDS

Giuseppe Di Bello avvia il campionamento
“Gli incredibili esiti delle analisi eseguite da MDS ad una fontanina pubblica di Bari”
Gli arresti e l’inchiesta della Magistratura di Potenza in merito al traffico di rifiuti di scarto delle lavorazioni petrolifere, la dice lunga sulla concreta possibilità, ancora tutta da far emergere, dell’inquinamento del Lago del Pertusillo al vicinissimo Centro Oli Val d’Agri – ENI.
Da mesi il MDS denunzia, in assoluta solitudine e nel silenzio più assoluto della stragrande maggioranza degli organi d’informazione,  che l’acqua erogata ai rubinetti dei Pugliesi e del Lucani è inquinata da idrocarburi e metalli  pesanti.
Che gli scarti di dette lavorazioni, in tutto o in parte, siano finiti nelle acque del Pertusillo è ormai più di un sospetto.
Il 18 settembre 2015 il Movimento Duosiciliano fece  prelevare  campioni  di acqua da una fontanina pubblica dell’AQP spa sita in via Oberdan a  Bari.  I campioni furono immediatamente analizzati dalla società Accredia di Mesagne . Gli  esiti sono stati sconcertanti ed hanno riguardato in modo inconfutabile questi elementi:


Di Bello procede al campionamento con la supervisione di testimoni del MDS
Tribromometano ; Dibromoclorometano; Bromodiclorometano; Bario; Boro; Alluminio.
Al riguardo del Tribromometano fu rilevata un  presenza pari a 2,46 μg/L che ha invece un limite imposto  dal D.lgs 152 del 2006 pari a 0,3 μg/L. Il superamento, in rapporto a questa legge è superiore di 8,2 volte .
Ancora più grave l’esito del Dibromoclorometano con una  presenza pari a 3,9 μg/L e un limite imposto  dal D.lgs 152 del 2006 pari a 0,13 μg/L. Il superamento, in rapporto a questa legge è superiore di 30 volte .
Allarmante anche il dato sul Bromodiclorometano dove è stata accertata una  presenza pari a 2,16 μg/L contro un limite imposto  dal D.lgs 152 del 2006 pari a 0,17 μg/L. Il superamento, in rapporto a questa legge è superiore di 12,70 volte .
Discorso a parte la presenza del BARIO e del  BORO che nelle reti potabili non dovrebbero proprio esistere.
Ulteriormente è stata anche rilevata la presenza di Alluminio  che, se pur considerato elemento secondario, va detto che la sua assunzione costante nel tempo, può provocare l’insorgenza del morbo di Alzeimer.  

In possesso di questi elementi  il MDS ha rivolto ripetuti appelli  agli Enti di vigilanza e controllo, Arpa Puglia, ASL, Acquedotto Pugliese,  di verificare le condizioni d’inquinamento dell’acqua erogata.  Questi appelli  non hanno sortito alcun effetto se non quello, inaudito, di “gentilmente” invitare l’MDS a  destinare le interrogazioni  all’ARPAB (Arpa Basilicata).  Come se ci trovassimo in territorio lucano e non in Puglia.
E, come se non bastasse, nell’ultima nota in ordine di tempo, l’Arpa Puglia non ha mancato di definire le interrogazioni del MDS  come “ingiustificate” e “provocatorie”.
Ora sappiamo bene come proprio l’Arpab sia caduta inevitabilmente nell’occhio del
Persone che prelevano acqua assiduamente dalla fontanina
ciclone investigativo della magistratura potentina.  E sappiamo altrettanto bene delle gravi elusioni operate da Arpa Puglia, da ASL e da Acquedotto Pugliese nonostante i ripetuti interessamenti del MDS.
Dopo gli scandalosi arresti del caso Eni, le dimissioni del ministro Guidi, si faccia luce senza indugio alcuno sulle condizioni di potabilità dell’acqua erogata da Acquedotto Pugliese .
Stante la gravità complessiva della situazione che vede fortemente interessate le famiglie  dei pugliesi  per l’acqua proveniente dal Pertusillo e cioè dalla zona in cui insiste il Centro Oli  ENI, acqua comunemente e normalmente utilizzata per ogni uso, il Movimento Duosiciliano prannuncia la preparazione di un esposto  alla Magistratura Pugliese affinchè venga avviata un’inchiesta atta a mettere a nudo  le condizioni di potabilità dell’acqua e colpire eventuali responsabilità di tutti gli organi di controllo e vigilanza pugliesi.
L’esposto sarà depositato i primi giorni della prossima settimana.
Bari, 01 aprile 2016

Gli esiti delle analisi ACCREDIA

Esiti delle analisi Accredia pag. 2

Esiti delle analisi ACCREDIA pag.
* Articolo tratto dal Comunicato Stampa del Movimento Duosiciliano a firma del Segretario Generale Michele Ladisa
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giovedì 7 aprile 2016

ATTERRRITE QUESTE POPOLAZIONI



Di Eugenio DeSimone Garuacciulu

                                            BRICIOLE DI STORIA
Siamo nel 1868, il sud è stato conquistato i partigiani borbonici sconfitti, le condizioni economiche peggiorate…… Il Sacchi espresse il parere che, ucciso il ‘Palma’, il brigantaggio nelle Calabrie sarebbe finito. Iniziò una repressione particolarmente dura nel circondario di Rossano e soprattutto a Longobucco dove furono commesse delle vere atrocità. Teste mozzate infilzate sulle bajonette delle carabine e tenute a spallarm come trofeo e successivamente messe nello spirito; bambini di tre e quattro anni incarcerati perché parenti di briganti; parenti di presunti briganti usati come scudo umano; uomini fucilati e legati ai pali del telegrafo. Donne, vecchi e bambini torturati ‘coi ferri ai pollici’ fino a spappolare le unghie. D’altrode il colonnello dei bersaglieri Milon diceva che ‘bisognava atterrire queste popolazioni’.


Tratto dall'ultima fatica dello scrittore longobucchese " ATTERRRITE QUESTE POPOLAZIONI" frutto di ricerche in archivi polverosi ormai dimenticati o meglio fatti dimenticare perchè scomodi allo stato italiano