lunedì 29 giugno 2015

10 AGOSTO 1861 :la verità sul saccheggio di Ruvo di Monte

10 AGOSTO 1861 :
IL SACCHEGGIO DI RUVO COMMESSO DALLA BANDA DI CARMINE CROCCO ,
PROMOSSO COLONNELLO DA FRANCESCO II.



Dalle ricerche si evince che qualcosa non quadra in quanto la storia sembra costruita ad arte per smontare il mito del brigante patriota facendolo passare come un comune assassino,da verifiche personali invece risulta che la storia è stata raccontata , come sempre, volutamente distorta
                                     La realtà dei fatti


Il 10 agosto 1861, Carmine Crocco, a capo di 80 uomini, assaltò il comune di Ruvo del Monte, strenuamente difeso dalla Guardia Nazionale e dalla cittadinanza borghese. La popolazione, provocata ad insorgere contro i poteri dello Stato, appoggiò l'occupazione dei briganti. I briganti, con il supporto della plebe, saccheggiarono il paese; uccisero 13 persone, tra liberali e ricchi possidenti; incendiarono le case dei signori, gli archivi comunali e distrussero gli stemmi dei Savoia. Inoltre, secondo quanto dichiarato da Giuseppe Carrieri, segretario del comune di Rionero, i briganti «hanno abusato delle donne, ed hanno portato in trionfo le teste degli uccisi».
Terminato il sacco, Crocco e i suoi uomini lasciarono Ruvo e alla sua armata si aggregarono 32 ruvesi. Nel frattempo erano tallonati da un reparto di guardie nazionali e regi bersaglieri, comandato dal maggiore Davide Guardi. Giunto in paese, Guardi ordinò il rastrellamento della popolazione civile, rea di aver collaborato con i briganti, e la fucilazione immediata; molte abitazioni vennero date alle fiamme e «con un po' di licenza delle forze si sono commessi altri atti che si sono creduti necessari nella circostanza». Il numero delle vittime è incerto. Venne data la caccia ad esponenti reazionari che fuggirono per le campagne, una trentina vennero freddati.
Lasciati i cadaveri sul luogo dell'esecuzione, Guardi convocò i galantuomini del paese e ordinò di fornire il contingente con il denaro comunale. Il sindaco fece notare che le casse erano vuote poiché depredate dai briganti e il maggiore, davanti alla sua risposta, fece arrestare i notabili, con l'accusa di attentato alla sicurezza interna dello Stato e complicità in brigantaggio. Prosciolti in istruttoria, i maggiorenti di Ruvo vennero rinviati a giudizio per aver fatto parte di una Commissione che, per ordini superiori, aveva tassato i propri cittadini sotto minaccia verbale di fucilazione. Il tribunale circondariale di Melfi, esponendo una versione incompleta dei fatti e senza accertarsi su chi abbia dato tali disposizioni, condannò ad un anno di reclusione i notabili per tentata estorsione.


Rocco Michele Renna

fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Ruvo_del_Monte

sabato 27 giugno 2015

Gravina cambia mente? non cambierà mai…





Gravina 27/06/2015
il motto del sindaco Valente della città di Gravina per tutta la campagna elettorale è stato il “cambia mente” e con ogni tentativo possibile ci sta provando ma la Città vuole cambiare sul serio? o vuole solo perdere tempo criticando e osteggiando chi lavora per portare la civiltà?
Mercoledì 17 Giugno 2015 è apparso su un quotidiano on line della citta di Gravina “Gravina Life” a firma di Giovanna Lorusso, una delibera del Consiglio comunale che intende salvaguardare il centro storico ed altri punti salienti della città, affidandone il controllo alle Associazioni di Volontariato.
Il centro storico è toccato all’ANPS “Associazione Nazionale Polizia di Stato” e quindi un gruppetto di ragazzi sono stati designati al controllo delle zone assegnate, “Piazza Plebiscito, Piazza della Repubblica, Piazza Scacchi e via Ingannamorte” ad orari prestabiliti di pomeriggio e il sabato e la domenica anche 3 ore in mattinata.
Nella giornata di ieri i ragazzi hanno provveduto a prendere visione delle criticità e, con opportuno verbale informare il comune stesso per lo svolgimento di un servizio in ordine e con sicurezza di tutti. In tutto questo bisogna ringraziare l’amministrazione cittadina che, in questo momento, sta facendo rigenerazione urbana con riammodernamento delle piazze, costruendo una fontana per abbellire la città e rendere la zona percorribile a piedi con le famiglie senza pericoli, impedendone che automobilisti non autorizzati possano mettere in pericolo i pedoni.

Questa mattina ho assistito ad una scena veramente sconcertante, due commercianti fra i più vecchi e noti della zona di piazza plebiscito, Ancellotti (Tabaccheria) e Moramarco (Ottico Optometrista), stavano assalendo, con urla e parolacce due operatori ANPS. I ragazzi stavano facendo il loro dovere “limitare l’accesso solo agli automobilisti autorizzati”, sono stati assaliti in malo modo anche con Urla e minacce ed altro credendosi, i negozianti, l’autorità del posto, a quanto pare la segnaletica nella città di Gravina è solo un arredo urbano che va rispettato solo per uso e abuso proprio, come Automobilisti che ieri sera, essendo abitanti del posto, si sentivano autorizzati ad entrare in piazza in controsenso, da via Pasquale Cassese  e già ieri sera il titolare della nota profumeria aveva da ridire perché , secondo lui era lecito farlo.
Tornando all’increscioso incidente di questa mattina si è ritenuto opportuno informare l’amministrazione cittadina e la polizia Municipale che è intervenuta, per calmare gli animi e ha sospeso il servizio del sabato mattina piegandosi ai capricci dei negozianti, adesso gli urlatori penta stellati gravinesi non hanno niente da dire? Solo quando fa comodo a loro assalgono l’amministrazione, perché non dimostrano ai negozianti del centro storico che non è la viabilità incontrollata delle autovetture ad incrementare le vendite ma sono loro che dovrebbero darsi da fare per incentivare la loro attività, la popolazione ha bisogno di un posto di ritrovo per discutere e passeggiare, passeggiare opportunamente a piedi.

Questi cittadini vogliono il cambia mente dall’amministrazione comunale e loro?
A Quanto pare “loro” preferiscono coltivare il proprio orticello a scapito della civilizzazione della città e se ne importano poco quando turisti di oltralpe, passeggiando per la città, ci criticano a destra e a manca per le condizioni del traffico e della città, siete voi che non volete cambiare, siete voi che vorreste che il cliente possa entrare fin sotto il vostro bancone e non vedete che fermando il traffico per strada c’è un mare di gente, non entrano? Chiedetevi il perché voi stessi, se il pedone ha trovato il tempo di venire a passeggiare li, può anche trovare il tempo per entrare nelle vostre attività. Per fortuna che anche ieri sera c’è stata gente che ha ringraziato i ragazzi per il loro lavoro che stavano facendo a maglie larghe proprio per non pesare troppo la cosa e per fortuna che i due negozianti si sono scusati con i due ragazzi ANPS per il loro comportamento, sperando che rinsaviscano prossimamente questi negozianti, auguriamo alla città intera un futuro di commerciabilità nuova e prosperosa nel rispetto delle regole del vivere civile e soprattutto delle regole urbanistiche
Rocco Michele Renna

Fonte:
http://www.gravinalife.it/notizie/arrivano-le-associaizoni-di-volontariato-nel-parchi-ma-il-vero-protagonista-e-il-degrado/

lunedì 22 giugno 2015

QUANDO I POLITICANTI FANNO “CARTELLO” di Michele LAdisa

QUANDO I POLITICANTI FANNO “CARTELLO”

di Michele Ladisa
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La politica del “cartello” è solo una strategia buona per i gonzi di tutti i tempi e in ogni frangente. Il cartello di “protesta” esibito ed ostentato,  dovrebbe essere un modo esclusivo di dichiarare il dissenso da parte di chi il potere non ce l’ha .
Invece da un po’ di anni,  tra i politicanti e i nominati,  vige la moda di far credere che si è contro esponendo cartelli e cartelloni.  Questo è sufficiente a questa marmaglia di brava gente di dichiararsi “con” e contemporaneamente  “contro”, restando tranquillamente al proprio posto in aperta complicità e connivenza proprio coi promotori degli sfasci e della depredazione.
Abbiamo già dimenticato la fantomatica protesta dei “ridateci i treni a sud del 2012 ? In Puglia ma non solo, tutte le istituzioni issarono sui “palazzi”  mega cartelli come “La Puglia non è un binario morto”. In testa all’elenco ricordiamo, per la sinistra di regime, quello di Emiliano sul palazzo di città (vedi foto), quella di Vendola sul palazzo della Regione Puglia. Per la destra correa, quello di Schittulli sul palazzo dell’ex Provincia di Bari.
All’epoca del provvedimento a Roma governava Monti, sostenuto, lo ricorderete tutti, appunto sia dalla sinistra che dalla destra. Monti era lì per “salvare”  l’italia  dallo spread, per leccare il sederone alla Merkel, per continuare a distruggere le risorse e le infrastrutture del maledetto sud. E su questo erano tutti d’accordo, la sinistra quanto la destra e cioè Emiliano & Vendola da una parte, Schittulli dall’altra.
Conclusione della plateale protesta, un nulla di fatto. I treni a sud non sono tornati e lorsignori in questi anni sono rimasti tutti al loro posto, tenendosi ben stretta la propria appartenenza, felici e contenti dalla protesta inscenata da mega cartelli pagati da chissà chi. Loro avevano fatto quanto il mandato gli competeva. Cioè niente o tutt’al più un cartello di protesta.
Sulle trivellazioni in Adriatico davanti ad una delle più belle coste al mondo, torna il dissenso di questi giullari di corte.
Dissenso che si manifesta con tanti cartelli ostentati dalla nuova giunta regionale pugliese con su scritto “difendiamo la bellezza”.  Capo fila, ovviamente, Michele Emiliano,  nuovo governatore di Puglia, leader del centrosinistra locale  e soprattutto Presidente Regionale del PD. Cioè di quello stesso partito a cui appartiene Renzi, promotore ed esecutore del provvedimento sblocca italia ove è contenuta la decisione delle trivellazioni a tutto spiano con il pieno diritto del Renzi di sostituirsi a proprio piacimento alle volontà regionali che, almeno nelle enunciazioni, sono contrarie.
Ancora una volta Emiliano, che qualche sprovveduto accredita di essere un “vero” meridionalista,  avrà fatto il suo dovere sino in fondo, esponendo un cartello di dissenso, per buona pace di tutti. Intanto le ricerche nell’Adriatico sono cominciate davanti alle coste Pugliesi. Ma Emiliano non vuole, lui non rinunzia alla bellezza.  E’ impotente ma anche connivente se è vero come è vero che resta al suo posto, da pidiessino convinto, a braccetto del caro nemico Renzi senza minimamente interferire o al massimo a parole. E le parole se le porta il vento, mentre un cartello è sufficiente a contrastare la distruzione di un Territorio, delle sue risorse, della sua gente.

Fonte:
http://www.ondadelsud.it/?p=12534

Bossi contro Salvini


ormai la commedia ruba voti della lega si è estesa al sud di quella penisola che i leghisti stessi hanno vituperato con le loro fandonie separatiste,  perdendo consensi sul loro territorio perchè la gente non è stupida ad oltranza, e si è resa conto che le chiacchiere leghiste prima di Bossi e adesso di Salvini non stanno ne in celo ne in terra. Tentano la via del sud come i loro antenati 153 anni fa.
Lo scrittore Lino Patruno ha saputo, in poche righe, esprimere quello che la parte sana del Sud Italico pensa veramente di loro

Lino Patruno:
"Bossi contro Salvini: <Quelli del Sud i voti a lui non li daranno. Quindi basta con questa discesa a Sud. Quelli del Sud vogliono i soldi, mica vogliono cambiare il Paese. Hanno sempre compartecipato con Roma ai banchetti coi soldi rubati al Nord, è difficile che cambino adesso>. Come è noto, Bossi è quello che con i soldi pubblici pagava la falsa laurea al figlio Trota e comprava diamanti in Africa. Ma vogliamo rassicurarlo: Salvini al Sud ha preso più pomodori che voti. E non per ciò che dice Bossi, ma perché i meridionali sono generosi: hanno fatto assaggiare in modo un po' spiccio a Salvini uno fra i loro migliori prodotti. E quanto ai cento pugliesi al raduno leghista di Pontida (compresa l'unica consigliera comunale del Carroccio nella regione), nessuno si è illuso che al Sud fossero tutti intelligenti. Infatti"


Nel suo ultimo libro Patruno ha saputo incidere nell'animo del lettore, a lettere indelebili come un marchio a fuoco, le ragioni perchè è meglio vivere a Sud

Tratto dall'ultima Opera di Lino Patruno "Il Meglio A Sud"

"Chi ha detto che il Sud è solo Divario col Nord? Perché il temuto Deserto del Sud può attendere? Sappiamo che il Sud produce più di interi Stati europei? Come mai 500 anni dopo c’è un Galileo Galilei terrone? Conosciamo il Sud in grazia di Dio? Abbiamo mai visitato il Museo degli Orrori contro il Sud? Siamo sicuri che Mafia faccia rima con Sud? Qual è il Sud cui conviene restare peggiore Sud? Davvero crediamo che non ci sia anche un peggiore Nord? Cosa spinge sempre più giovani a restare al Sud o a tornarci? Tu non conosci Il meglio Sud. Tu non conosci le Resistenze del Sud: la traversata dei cento nuovi Mosè, il fior fiore delle cento Idee creative, le trincee dei cento Ribelli positivi. Questo libro è un viaggio nel giorno buono di un Sud che entra nel Futuro del mondo tecnologico partendo dal Passato della città di pietra."

per tutto quello che fa per noi lo scrittore Lino patruno lo ringraziamo come solo noi del sud sappiamo fare con un vero abbraccio fraterno e vi consiglio di comprare la sua ultima opera "Il Meglio A Sud" editore Rubbettino

Rocco Michele Renna


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Lino Patruno (Bari, 1948) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia

Inizia giovanissimo, all’età di 18 anni, a dedicarsi al giornalismo ed alla scrittura. Poi si laurea in economia, con indirizzo sociologico. È sposato e ha una figlia.

Nel 1966 entra nella redazione de "La Gazzetta del Mezzogiorno" di Bari. In data 16 maggio 1973 diventa giornalista professionista.

Dal 1991 è docente alla facoltà di Economia dell'Università di Bari. Insegna prima comunicazione pubblica al Dipartimento Universitario di marketing e comunicazione d'impresa e poi Economia e tecnica della pubblicità al Corso di laurea di Marketing e comunicazione d'impresa. Ricopre la carica di editorialista e direttore della Scuola dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia.
Attività professionale

Nel 1995 è nominato direttore responsabile del quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

Per dieci anni è anche coordinatore e direttore della emittente televisiva Antenna Sud e collaboratore dell'Ufficio stampa della Fiera del Levante.

Nel 2003 è docente al master di Beni culturali e comunicazione all'Università di Foggia. Nel 2007 è docente di Scrittura giornalistica al Master di giornalismo Università di Bari e Ordine dei giornalisti di Puglia (scuola della quale è poi nominato Direttore).

Nel 2008 cessa la direzione del quotidiano e diviene editorialista, titolare di una rubrica e autore di critiche cinematografiche sulla stessa testata "La Gazzetta del Mezzogiorno".
Premi e riconoscimenti

    Premio speciale Saint Vincent per la campagna "Nobel al Salento" (su "La Gazzetta del Mezzogiorno");
    Premio Fondazione di San Domenico sulla civiltà rupestre;
    Premio "Giochi del Mediterraneo";
    Premio Campione dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia;
    Premio Bari – Franco Sorrentino;
    "PREMIO CITTA' di MONOPOLI" settore cultura anno 2014

Pubblicazioni

Lino Patruno è uno scrittore legato alla sua terra, a cui ha dedicato una quindicina di libri sui temi della politica economica, del Sud, in particolare su Puglia e Basilicata (storia, cultura, arte e folclore). Seguono alcuni titoli:

    Alla riscossa terroni. Perché il sud non è diventato ricco. Il caso Puglia - Editore: Manni
    Alle sponde del Mediterraneo - Adda Editore
    Bari vecchia - Adda Editore
    Bari la città di San Nicola - Mario Adda Editore
    Invito a Bari -Mario Adda Editore
    Bari. Istruzioni per l’uso - Mario Adda Editore
    Trani - (con Stefania Mola e Raffaele Nigro) - Adda Editore
    Invito in Basilicata (con Raffaele Nigro) - Adda Editore
    Puglia meravigliosa (con Ornella Cucci) - Capone Editore
    Puglia e Basilicata. La natura e i segni dell’uomo - Editoriale Giorgio Mondadori
    Puglia e Basilicata. Mura, castelli e dimore (con prefazione di Franco Cardini) Edito dalla Banca Popolare di Bari
    Puglia e Basilicata. I luoghi e i gesti della fede (con prefazione di Franco Cardini) Edito dalla Banca Popolare di Bari
    Puglia e Basilicata. L’uomo e le sue tradizioni (con prefazione di Franco Cardini) Edito dalla Banca Popolare di Bari
    Fuoco del sud - La ribollente galassia dei Movimenti meridionali - 2011, Editore: Rubbettino[4].
    Ricomincio da Sud - È qui il futuro d'Italia - 2012, Editore: Rubbettino
    Io resto al Sud

    ^ Fonte: Nicole Cascione “Lino Patruno, un maestro nel panorama del giornalismo italiano” 30 settembre 2011 – dal sito www.lintervista.it
    ^ "Ricomincio da Sud". Lino Patruno racconta il Meridione delle "eccellenze"
    ^ Fonte: sito www.linopatruno.com
    ^ Fonte - Rubbettino Editore http://www.store.rubbettinoeditore.it/fuoco-del-sud.html
    ^ Fonte - Rubbettino Editore http://www.store.rubbettinoeditore.it/ricomincio-da-sud.html
    ^ Repubblica@Scuola

lunedì 8 giugno 2015

Colin U Briand



Colin U'Briand



Arcangela Cassese

8 Giugno 2015 a Gravina In puglia (Terra di Bari), presso l’Istituto Comprensivo “N. Ingannamorte”, Preside “Prof.ssa. Angela Amendola”.
Pino Santulli
Va in scena una commedia a tema brigantaggio post unitario, su storia interamente creata dalla Prof.ssa Arcangela Cassese con Musiche del Prof. Andrea Cicolecchia e scenografia del Prof. Pino Santulli.  La Cassese ha organizzato tutto nel più piccolo dettaglio scenografico anche grazie all’aiuto del efficientissimo corpo insegnanti, nonché del personale Ata e soprattutto agli alunni delle Classi :
1°, 2°, 3° sez. “C”; 1°, 3° sez. “A”; 2°, 3° sez. “H”
Andrea Cicolecchia

E'un progetto scolastico di classe “Progetto Area a Rischio” ma che ha trovato subito i consensi degli alunni e dei genitori che si sono cimentati anch’essi, nell’aiutare Maria Arcangela Cassese e tutti quelli impegnati nel progetto, ci si è trovati coinvolti in una festosa rievocazione della verità storica che ancora oggi non vuole venire a galla, anche grazie alle falsità costruite su misura per giustificare l’invasione di uno stato violento ad un pacifico e cristiano regno del Sud Italico. Allora la 3° potenza mondiale in trasporti, economia e industrializzazione, nonché rispetto per il popolo lavoratore, tutte qualità che, ahimè, si sono perdute con la forzata unità, la quale venne già offerta pacificamente, dai liberali, a S.M. Re Ferdinando II delle Due Sicilie. Il quale aveva appena reiterato la sua costituzione perché il popolo non la voleva in quanto vedendo dimezzati i poteri reali chi li avrebbe difesi dai soprusi e dalle angherie di una buona parte di nobili latifondisti? Gli stessi che tradirono poi IL Santo Re Francesco II già figlio della Reginella Santa Maria Cristina di Savoia, prima Moglie del Grande Ferdinando II, beatificata il 25 Gennaio 2014 in Santa Chiara A Napoli. Già Carlo di Borbone VII di Napoli e IV Di Sicilia, passato alla storia come Carlo Di Borbone III Re di Spagna, decise che il popolo è sovrano e nel suo editto è specificato che dire “Viva il Re” equivale a dire “Viva il popolo Sovrano “soprattutto in caso di sede vacante come ora e questa la dice lunga sull’amore dei Borbone di Napoli per la nostra terra e il nostro popolo.
Ma come nasce il brigantaggio? e perché dei patrioti che combattevano per la loro terra e il loro popolo vennero spregiatamente chiamati briganti?
La parola Brigante deriva dal nome di un antico popolo della Bretagna, Potente popolazione bretone, abitante il centro della Gran Bretagna. Il suo dominio si estendeva sino al vallum Antoninum e comprendeva la parte meridionale del Northumberland, le contee di Cumberland, Westmoreland, Durham, Lancaster, la maggior parte della contea di York. Al tempo di Vespasiano. Erano una popolazione che combatté strenuamente contro i romani usando il sistema della guerriglia e gli tennero in scacco per molto tempo.
Facciamo un salto temporale e arriviamo a Napoleone Bonaparte, quando dovette scontrarsi con i valdesi in Francia li definì Briganti proprio perché resistettero nel modo e con gli stessi principi degli antichi Briganti Bretoni cosi come definì gli insurrezionalisti Napoletani alla invasione francese del Regno Di Napoli, briganti!
Principe David Vallarelli di Braccio D'Oria
 Persino il generale Championnet ne riconobbe il valore in guerra e grazie alla Fede e alla unità fra Patrioti della Santa Fede riuscirono a sconfiggere gli invasori Francesi e i traditori giacobini del posto, anche su questo è stata montata una aspra falsità storiografica e i carnefici del nostro popolo oggi risultano i salvatori, ma si sa che le Verità dei Vinti risultano bugie e le bugie dei vincitori verità di stato.
Adesso arriviamo al periodo di “Colin U Briand” il popolo si accorse che l’uxoricida ex negriero e ladro di cavalli Garibaldi non era altro che un fantoccio nelle mani della massoneria inglese la cui corona aveva decretato la fine dei Borbone di Napoli perché non volevano assoggettarsi alla dominazione inglese. Soprattutto voleva fargli pagare la guerra diplomatica dello zolfo di alcuni anni prima e non gli sarebbe piaciuta una nazione ostile nel Mediterraneo, perché da lì a poco avrebbero aperto il canale di Suez. Quindi il popolo scontento per le promesse disattese, stuprato nell’anima ( e non solo in quella dalle orde di Cialdini e la legge Pica) e depredato di ogni cosa dal nuovo erigendo stato Italiano comandato dalla feccia Piemontese , nonché Sarda e Toscana si unisce ai soldati che non vollero abiurare al giuramento di fedeltà al nuovo re , nascono eserciti del popolo anti unitari i quali , dispregiativamente, vennero definiti Briganti! Certamente anche fra di loro non cerano solo santi, padri di buona famiglia e soldati onorati ma anche qualche delinquentello che approfitta della situazione. Ad ogni sopruso della Guardia Nazionale e dei rappresentanti usurai dello stato, per necessità il popolo diventa Brigante, purtroppo anche a causa della non omogenena unità fra di essi non si è potuto riscacciare in mare l’invasore come accadde nel 1799 ma questa è un'altra storia. È così anche per “Colin” che sopraffatto dalle angherie di un rappresentante dello stato decide di diventare brigante per difendere la sua famiglia da uno stato patrigno imposto con la forza ( sembrerebbe equitalia di oggi ) ma non voglio raccontarvi tutta la storia, vi invito, se volete a venire alle 18 presso l’auditorium dell’Istituto Ingannamorte di Gravina
 per assistere ad una meravigliosa commedia dei nostri Ragazzi, non vi aspettate dei professionisti del teatro ma vi assicuro che ci hanno messo tutta la passione come dei veri artisti.  Alcuni debbono anche sopportare le imposizioni per compiti all'ultimo momento con minacce di cattivi voti, ma non dialognao fra loro gli insegnanti? Se una ragazzo viene assegnato ad un progetto bisognerebbe anche dargli un po di dilazione di tempo con i compiti, a meno che non si tratti di ostruzionismo...

Mi permetto di Porgere il più caloroso abbraccio di Buona fortuna e l’augurio che altre scuole seguano il vostro esempio perché la Verità è un diritto dei popoli e nessuno la può negare, a Nome di Don David Principe Vallarelli Braccio D’Oria a tutti i partecipanti nonchè agli ideatori e tutto il corpo insegnanti e il personale ATA, sarebbe voluto venire ad assistere personalmente ma è impegnato a Napoli.

Un saluto Affettuoso  viene dato anche dalla Fondazione 
Francesco II, certi che S.M. Francesco II Re Delle Due Sicilie venga valorizzato come merita.
A Tutti i precedenti si accoda il Segretario e tutto il Movimento Duosiciliano, Briganti in terra Duosiciliana certi della bontà d'animo e della storia che vi apprestate a eseguire con i vostri bravi ragazzi
E a tutti mi accodo anche io Orgoglioso Genitore di una delle Novelle attrici di questa commedia e costruttore dei 3 finti fucili in legno assieme al mio carissimo amico Massimiliano Giuseppe Tartaro, su consigli della  Ditta artigianale  Armi Lippiello  


Giuseppe Massimiliano Tartaro
Renna Rocco Michele














Grazie Ragazzi e in bocca al lupo, che questa commedia vi aiuti nelle scelte della vita che vi aspetta
Rocco Michele Renna

----------------------A tutto il coro di genitori entusiasti si è accodato anche il nostro Sindaco Alesio Valente che ha riconosciuto l'alta professionalita degli sceneggiatori e della regista Cassese nonchè del coordinatore di luci e suoni.
Abbiamo dato come nostro segno di riconoscimento, Al Sindaco di Gravina , alla Prof.ssa Cassese e al Prof. Cicolecchia una coccarda simbolo del Brigante moderno, una coccarda fatta a mano in raso rosso e nel mezzo il giglio reale simbolo della cristianità, sono quindi stati nominati Briganti ad Honorem

seguirà servizio fotografico