L'amico dell'uovo
Oggi vi racconto una storia realmente accaduta nelle campagne di inizio 900 a Gravina in Puglia ma non vi dirò il nome del Latifondista... C’era un tempo in cui la terra di Gravina non perdonava. Tra le due guerre, quando la fame masticava la polvere delle Murge e le mani dei contadini erano solcate come la pietra calcarea, bastava poco per sentirsi unici. Anche solo un uovo. In quegli anni, la ricchezza non nasceva solo dal sudore, ma da quella furbizia affilata che certi latifondisti indossavano come un cappello a tesa larga. Uno di loro — il cui nome la memoria del paese custodisce ancora tra un sorriso e un sospiro — era diventato ricco a rotta di collo. Non aveva grandi macchinari, perché allora i trattori moderni non esistevano: per ribaltare le zolle di campi sterminati si usava la forza dei muli e degli uomini, messi in fila uno affianco all’altro, a tirare piccoli aratri in un ritmo estenuante. Chi era più veloce e stava davanti dettava il passo a tutti. Un mattino di pr...


