Gravina soffocata e la Murgia ferita: il futuro che brucia tra cenere e silenzio
Gravina è soffocata dal caldo, dalla fuliggine e da un fumo denso che sa di resa. La morte del nostro futuro ambientale ci avvolge giorno dopo giorno, mentre l'aria si fa irrespirabile e i campi si trasformano in cimiteri di cenere. Non si riesce ad arginare la pazzia umana: quel fuoco criminale che divora le stoppie e aggredisce i residui boschivi non è una semplice consuetudine agricola da tollerare, è un atto di autolesionismo collettivo che sta condannando a morte il nostro territorio. C'è un falso mito che giustifica l'incuria: l'idea che la Murgia sia sempre stata brulla, pietrosa e naturalmente desolata. La storia paleobotanica del nostro territorio racconta una verità profondamente diversa. Il paesaggio originario, prima che secoli di disboscamento intensivo, pastorizia transumante sregolata e incuria umana lo riducessero a un sub-climax degradato, era dominato da imponenti leccete ( Quercus ilex ) e da una macchia mediterranea ricca, resiliente e complessa. I...



