lunedì 22 agosto 2016

Massimo D’Azeglio, corrispondenza col senatore Carlo Matteucci, 2 Agosto 1861 "Entrammo nel paese, subito abbiamo incominciato a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitava"



Pillole di storia, copiato e ritrasmesso tal quale su concessione da:
"Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro"

Scenari di guerra

Quelli che hanno chiamato i piemontesi e che hanno consegnato loro il Regno delle Due Sicilie sono un’impercettibile minoranza. I sintomi della reazione si vedono ovunque.

Jornal De Debats, Novembre 1860

Pare non bastino sessanta battaglioni per tenere il Regno. Ma, si diranno, e il suffragio universale? Io non so niente di suffragio, so che al di qua del Tronto non ci vogliono sessanta battaglioni e di là sì. Si deve dunque aver commesso qualche errore; si deve quindi o cambiar principi o cambiar atti e trovar modo di sapere dai napoletani, una buona volta, se ci vogliono sì o no. Agli italiani che, rimanendo italiani, non vogliono unirsi a noi, non abbiamo diritto di dare archibugiate.

Massimo D’Azeglio, corrispondenza col senatore Carlo Matteucci, 2 Agosto 1861


Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro
Entrammo nel paese, subito abbiamo incominciato a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitava, indi il soldato saccheggiava ed infine abbiamo dato l’incendio al paese abitato da circa 4500 abitanti. Quale desolazione, non si poteva stare d’intorno per il gran calore, e quale rumore facevano quei poveri diavoli che la sorte era di morire abbrustoliti e chi sotto le rovine delle case.

Carlo Margolfo, bersagliere entrato a Pontelandolfo, 1861

Non parliamo delle dimostrazioni brutali contro i giornali; non parliamo dell’esilio inflitto per via economica; non parliamo delle fucilazioni operate qua e là per isbaglio dalle autorità militari; ma degli arresti arbitrari di tanti miseri accatastati nelle prigioni senza essere mai interrogati.

Il Nomade, giornale liberale, 12 Settembre 1861

Aborre invero e rifugge l’animo per dolore e trepida nel rammentare più paesi del Regno napoletano incendiati e rasi al suolo, e quasi innumerevoli integerrimi sacerdoti e religiosi e cittadini di ogni età, sesso e condizione, gli stessi malati indegnissimamente ingiuriati, e poi eziandio senza processo, o gettati nelle carceri o crudelissimamente uccisi.

Papa Pio IX, 30 Settembre 1861

Potete chiamarli briganti ma combattono sotto la loro bandiera nazionale. Potete chiamarli briganti ma i padri di quei briganti hanno riportato due volte i Borboni sul trono di Napoli. È possibile, come il mal governo vuol far credere, che 1500 uomini comandati da due o tre vagabondi tengano testa ad un esercito regolare di 120 mila uomini? Ho visto una città di 5 mila abitanti completamente rasa al suolo e non dai briganti.

Giuseppe Ferrari, deputato a Torino, Novembre 1862

Non sono briganti come gli dicono, non credete che vadano rubando davvero.
Carlo Antonio Gastaldi, soldato sabaudo di Biella passato al nemico, in una lettera al padre

Il governo piemontese che si vede presto costretto ad abbandonare il suolo napoletano, si vendica mettendo tutto a ferro e fuoco. Raccolti incendiati, provvigioni annientate, case demolite, mandrie sgozzate in massa. I piemontesi adoperano tutti i mezzi più orribili per togliere ogni risorsa al nemico, e finalmente arrivarono le fucilazioni! Si fucilarono senza distinzione i pacifici abitatori delle campagne, le donne e fino i fanciulli.

L’ Osservatore Romano, 1863

In un solo mese nella provincia di Girgenti, le presenze dei detenuti nelle prigioni furono 32000. Non si turbino! Ho qui il certificato, la nota officialissima, 32.000 presenze in carcere, solo nei trenta giorni del mese. Ed ora, codeste essendo le cifre, io domando all’onorevole ministro dell’Interno: ne avete ancora da arrestare?

Francesco Crispi, intervento parlamentare


Non potete negare che intere famiglie vengono arrestate senza il minimo pretesto; che vi sono, in quelle province, degli uomini assolti dai giudici e che sono ancora in carcere. Si è introdotta una nuova legge in base alla quale ogni uomo preso con le armi in pugno viene fucilato. Questa si chiama guerra barbarica, guerra senza quartiere. Se la vostra coscienza non vi dice che state sguazzando nel sangue, non so più come esprimermi.

Giuseppe Ferrari, deputato a Torino, 29 Aprile 1862

Posso assicurare alla Camera che specialmente in alcune province, quasi non vi è famiglia, la quale non tremi dell’onnipotenza dell’autorità di polizia, dei suoi errori ed abusi. Sotto la fallace apparenza della persecuzione del brigantaggio si vuole avere in mano la facoltà di arrestare o mandare al domicilio coatto ogni specie di persone al Governo sospette.

Pasquale Stanislao Mancini, Intervento alla Camera, 1864

Napoli è da sette interi anni un paese invaso, i cui abitanti sono alla mercé dei loro padroni. L’immoralità dell’amministrazione ha distrutto tutto, la prosperità del passato, la ricchezza del presente e le risorse del futuro. Si è pagato la camorra come i plebisciti, le elezioni come i comitati e gli agenti rivoluzionari.

Pietro Calà Ulloa, 1868

domenica 21 agosto 2016

Hanno scoperto l’acqua calda?” l’Italia è un paese organizzato in forma sabauda”



Amm. G. De Giorgi (foto Difesa on line)


Qualche giorno fa ho ascolta l’intervista al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, “Amm. Giuseppe De Giorgi “, sulla Testata giornalistica on line di “Difesa Online” su consiglio di  Michele Filipponio (Membro del Comitato Politico del Movimento Duosiciliano-MDS e segretario per la città di Valenzano).
Quest’ultimo, ha fatto la seguente precisazione: «Non ho dubbi, con questi tempi moderni che viviamo, che la nostra Marina Militare dev’essere la prima Forza Armata dello STATO "UNITARIO" ITALIANO, che somma a sè attività di difesa, addestramento, soccorso, sicurezza internazionale, etc., etc…Una grande potenzialità, volutamente non percepita dall’attuale Governo nazionale e suoi predecessori anche perché un brillante Ministro della Difesa (inesistente) deve osservare la conformazione della nostra penisola e non badare al portafoglio, per tagliare, tagliare e tagliare da decenni risorse economiche alle Forze Armate».
Questa tesi, trova conferma nell’intervista all’Ammiraglio De Giorgi (AL MINUTO ‘25), che evidenzia, come: «…l’Italia è un paese organizzato in forma sabauda, anche per le sue Forze Armate e pertanto non moderno, all’avanguardia come in epoca dell’ex-Regno delle Due Sicilie...».
Infatti, quando la Reale Marina Borbonica era la 3^ (terza) potenza al mondo sia mercantile che militare con mezzi all’avanguardia per quei tempi, l’Ammiraglio De Giorgi non è l’unico a pensarla così!
Stavamo meglio quando stavamo peggio? Se per peggio si intende le falsità del medioevalico risorgimento italiano, allora stavamo bene quando stavamo peggio.
 La verità ormai  ,tanto per rimanere in ambiente marinaro, sta venendo a galla e le bugie risorgimentali galleggiano come i residui defecali umani detti volgarmente str…i
Rocco Michele Renna

giovedì 18 agosto 2016

Cipolle sotto la cenere



Ingredienti

cipolle - carta alluminio - olio evo - sale - pepe

Procedimento

Sbucciare le cipolle e chiuderle una ad una nella carta alluminio se troppo grandi tagliarle a metà e non metterle insieme alle piccole, grandi con grandi e piccole con piccole, sistemarle sotto la cenere ardente.
Lasciarle per una o due ore. Per vedere se sono cotte basta infilare una forchetta, se entra nella cipolla senza problemi sono pronte.
Togliere il cartoccio di carta e metterle in un piatto, condirle con olio evo, sale e pepe.

ottime sia calde che fredde

Fogliammischate (verdure miste)

verdure miste con cotenna
piatto preferito di Federico II


Ingredienti

Caccialepri, borragine, ruchetta, finiochietti, cicoriella, cardoncelli, cotenna e olio di oliva extravergine.


Preparazione
Pulire accuratamente la cotenna di maiale e tagliarla a pezzetti, mettere il tutto in una pentola con abbondante acqua salata e far cuocere. Nel frattempo pulire e lavare bene in acqua corrente le verdure e versarle nella pentola. Al punto giusto di cottura estrarre dalla pentola le verdure e i pezzi di cotenna e distribuire nei piatti con abbondante olio di oliva extravergine.

Volendo lo si può modernizzare:
prima di distribuire le verdure miste, mettere nei piatti delle fettine di pane casalingo raffermo, inzuppate nel sugo diventeranno gustosissime.
oppure scavate una piccola pagnotta di pane casalingo e versate all'interno, la gustosissima sorpresa per gli ospiti è assicurata
bagnate con un nero di troia

sabato 6 agosto 2016

Pezzentella Sotto la Brace

Pezzentella Sotto la Brace

Ingredienti

Pezzentella o salame pezzente o "sauzizza grass"
cipollotti bianchi a piacere

carta di alluminio

Preparazione

mettere ogni pezzo di pezzentella in un foglio di carta di alluminio, avvolgerlo bene bene affinchè non fuoriesca il grasso che porterebbe poi a bruciare sotto la cenere e a generare cattivi odori, volendo ci aggiungete anche dei piccoli cipollotti.

Una volta fatto questo lavoro spalettiamo un po di brace da un camino o dal barbecue o in un braciere che usavano le nostre nonne per scaldarsi, quando la brace era ridotta al minimo, detta in dialetto  "la cnisce" e vi poggiamo i fagottini...
Dopo di che li copriamo interamente,  come a seppellirli,  dalla brace stessa e li facciamo cuocere lentamente per un tempo sufficiente alla cottura che più o meno varia dal tipo di brace….se è più viva o meno….A fine cottura spalare la cenere dai fagottini e scuoterli  per bene …aprire i cartocci e servire subito...
Non potete immaginare il sapore e i profumi di questo piatto.
si accompagna bene con un buon bicchiere di vino rosso corposo tipo Aglianico