giovedì 30 novembre 2017

Lettera ai Duosiciliani per il prossimo 8 Dicembre...

Lettera ai Duosiciliani per il prossimo  8 Dicembre...

Carissimi Fratelli Duosiciliani residenti ed emigrati, briganti e non, nel giorno della festa Nazionale duosiciliana e benedizione della Sacra Bandiera Nazionale, in ricordo della consacrazione della terra Duosiciliana alla Santa Madre di Dio con istituzione del Santo Dogma dell'Immacolata Concezione.
Vi invito a combattere civilmente in nome della Santa MAdre Di Dio per la nostra terra e a non seguire chi sventola bandiere impunemente solo per farsi notare , costoro quando tornano a casa sono più italioti dei carnefici che ci hanno ridotto a colonia.
A non seguire coloro che strillano chiedendo rivoluzioni e guerre in nome della nostra patria duosiciliana, costoro in particolare, forse spinti da eccessivo orgoglio identitario, ma probabilmente guidati da chi vuole che ci facciano passare per dei violenti guerrafondai così da poterci abbattere più facilmente screditandoci agli occhi degli astanti e di chi ignora la verità. Costoro causano piu danno che ristoro alla causa Duosiciliana e non faranno mai tornare la terra duosiciliana libera, con i Borbone o senza.
A non seguire quelli come coloro che 155 anni fa si sono venduti a Garibaldi prima e ai Savoia dopo, coloro a cui piace vendere le terga all'invasore e allo straniero e disprezzando i nostri conterranei residenti o emigrati
Ci sono tanti movimenti identitari che hanno tentato la scalata alla fortezza montecitorina per poter ottenere qualcosa per questa colonia asservita ai massoni ed ai traditori italioti, perchè non li avete seguiti?, forse perchè non vi avevano promesso la luna come fanno i movimenti e partiti italioti? Anche se non mantengono mai quello che promettono dopo che hanno ottenuto lo sedia montecitorina, questo però è voto di scambio ma questa è un altra storia.
Come  si fa a non vergognarsi di servire un massone che si veste da garibaldino e si fa le leggi interne a suo piacimento, facendosi vederein giro con la nostra sacra bandiera? Non dimentichiamo che uno dei fondatori del movimento è Casaleggio , fondatore anche della lega nord e questa la dice lunga su come prendono in giro il prossimo, per non parlare degli altri partiti che ci dividono in destra e sinistra in modo da tenerci calmi litigando fra di noi.
Costoro purtroppo sono indottrinati per non dire plagiati (spero plagiati), Dio non voglia che siano dei venduti come tanti altri.
 Costoro sono Duosiciliani perchè ostentano la bandiera sovrana delle Due Sicilie?
Non fatevi imbrogliare dalla loro ipocrita veste identitaria, sono persone a cui piace stare con un piede in due scarpe, non si sa mai un domani i Patrioti Duosiciliani rescono a spuntarla e allora faranno come tanti fascisti che il giorno dopo l'omicidio di Mussolini si tolsero la camicia nera per indossare la prima che gli capitava a tiro continuando a imbrogliare il popolo sovrano.
A questo punto ho seri dubbi pure sul fatto che siano Italiani perchè questa gente ha reso questa nazione, con una colonia interna (le Due Sicilie), una delle nazioni più derise al mondo.
Allora tutti insieme nel posto più vicino dove si commemora la Santa annunciazione e la Benedizione delle Sacre Bandiere Duosiciliane, preghiamo la Santa Madre che ci indichi il miglior modo di ottenere rispetto per la nostra terra e ci illumini la via per la salvaguardia del nostro popolo Duosiciliano anche con una creazione di uno stato confederato di tipo svizzero all'interno dello stato Italiano.
Certamente anche a me piacerebbe, se fosse possibile, tornare alle Due Sicilie indipendenti ma sono consapevole che il mondo si evolve e quindi lo stato italico è una realtà che non possiamo distruggere, ma con una confederazione italiana possiamo spronarlo a far si che il sogno di RE Carlo Di Borbone (VII di Napoli e III di Sicilia e dopo III di Spagna), diventi realtà come promise dopo la battaglia di Bitonto  il 25 maggio 1734 incidendo sull'obelisco al centro di piazza “26 Maggio 1734” appunto, a Bitonto: “qui nasce l’Italia”.
Cosa che alla progenie maledetta dei savoiardi  e dei loro amici massoni non  passava neanche per l’anticamera del cervello, usando il motto carolingio solo per derubarci e creare una falsa Italia con il sangue dei nostri avi Duosiciliani.
Dio salvi la Terra Duosiciliana , il suo popolo e i suoi combattenti di tutte le schiere, viva la Santa Madre di Dio, viva il popolo sovrano e duosiciliano, viva i Briganti patrioti della memoria e del rispetto per la terra Duosiciliana.
Rocco Michele Renna
Poster per la benedizione delle bandiere a Bari 2017 



martedì 28 novembre 2017

I Taradd d'la zijt o taradd pu cilèpp (taralli Glassati)

Ciambelle dalle forme irregolari e dalle grandi dimensioni, friabili, leggere e ricoperte di glassa. Sono dolci molto antichi: le prime versioni pare risalgano al II secolo dopo Cristo.
foto dal web
Tradizionalmente offerti alla fine dei banchetti di nozze nelle famiglie più agiate, la loro preparazione era essa stessa parte del rito, quando tutte le donne della famiglia si riunivano e impastavano i biscotti sotto i consigli e lo sguardo attento della pasticcera più anziana ed esperta.
La ricetta prevede farina 00, zucchero, uova, olio, anice in semi o liquore all'anice, lievito e un pizzico di sale. Una volta cotti vengono cosparsi la glassa preparata con zucchero e acqua. Sono particolarmente celebri i taralli glassati di Avigliano, in provincia di Potenza,

Ricetta dei taralli glassati

Ingredienti
1 kg di farina 00,
5 gr di ammoniaca,
200 gr di olio extravergine di oliva (oppure mezzo guscio d’uovo ripieno di olio extra vergine di oliva per quante sono le uova assorbite dalla farina),
10 pizzichi di sale,
50 gr di liquore anice, uova quanto ne assorbe la farina (circa 12),
due cucchiaini di zucchero.
Per la glassa, "u'cilèpp": 700 gr. di zucchero,
acqua quanto basta per ammorbidire lo zucchero (circa 150 ml),
            a piacere
1 busta di vanillina, 
3-4 gocce di limone.
Se volete una glassa più morbida aggiungere un albume d’uovo ma la tradizionale è senza.

Preparazione

La sera: impastare in una coppa tutti gli ingredienti e, ad uno ad uno, aggiungere le uova necessarie per formare una pasta omogenea. Lavorare bene e trasferire la pasta su una spianatoia unta con poco olio, quindi formare tanti rotoli da tagliare ogni 15 cm. circa. Chiudere ogniritaglio di rotolo a cerchio e lasciar riposare per tutta la notte.

La mattina seguente: con  un coltello tagliare con attenzione tutt’intorno e in modo profondo il tarallo, facendo attenzione a non tagliarlo in due.

Mettere sul fuoco una pentola piena d’acqua, portare quasi ad ebollizione e calare 1-2 taralli per volta. Appena salgono a galla, scolarli e metterli a riposare su uno strofinaccio, coperti con un tovagliolo e quindi con un panno di lana.

Nel frattempo preparate la glassa

Quando sono freddi, infornarli su teglia con carta forno, ben distanziati tra loro perché si gonfieranno, ad una temperatura di 200° per circa 10 min.

Appena si gonfiano, abbassare la temperatura a 160-170° e sfornarli appena dorati. Quindi passarli nella glassa uno per volta, lasciarli scolare e asciugare su una gratella, poi disporli su un piatto.

Preparazione  della glassa, :
riscaldare l’acqua con lo zucchero, in modo che si sciolga, quindi, al bollore, cominciare a mescolare con un cucchiaio di legno per almeno dieci minuti, aggiungendo anche la bustina di vanillina. Lo sciroppo sarà pronto quando, mettendo un po’ di glassa fra pollice e indice – senza bruciarsi! – essa formerà un filo.

Togliere dal fuoco, aggiungere le gocce di limone e montare con frusta, manuale o elettrica.

Per una glassa più morbida aggiungere un albume montato a neve e continuare a lavorare fino a quando raggiungerà la sua consistenza, vi ricordo però che la tradizione non ha l'albume montato a neve.
Buon appetito
Rocco Michele Renna