venerdì 15 maggio 2015

i Comandamenti di guerra e il giuramento del Brigante




I Comandamenti del Brigante

1.      Cercare di colpire sempre gli ufficiali e i graduati, è meglio uccidere un solo ufficiale che molti soldati (quando si colpisce la testa, le altre membra diventano inutili).

2.      Caduto l'ufficiale, gli uomini, senza direzione facilmente fuggono

3.      Non accordare mai quartiere ai feriti e ai prigionieri, ucciderli, scannarli e massacrare i cadaveri in modo da impressionare i soldati quando li ritroveranno.

4.      Il soldato quando si batterà, penserà sempre alla fine che l'aspetta se cade ferito o prigioniero e quando vedrà le brutte... scapperà...

5.      Esporre la vita per salvare un compagno, ucciderlo piuttosto che resti ferito o prigioniero dei soldati."

6.      Nei combattimenti corpo a corpo non fare le spacconate dei soldati di menare calciate di fucile; giuocare invece serrato di coltello; tirare colpi alla pancia e girarvi dentro la lama; si fanno ferite più dolorose, che si sentono subito, si vedono uscire fuori le budella, e difficilmente guariscono."

7.      Attaccare la truppa quando si ha la certezza di vincere, mantenersi nascosti, o fuggire quando non si è in numero e in posizione vantaggiosa.

8.      Mettersi tanto di notte quanto di giorno in posizioni elevate, possibilmente vicino a boscaglie, che offrono sicuro scampo, perchè i soldati difficilmente vi si internano.

9.      Non risparmiare la vita dei soldati, mai e poi mai quella degli squadriglieri; far del tutto per averli vivi in mano per poi farne strazio.

10.     Durante il combattimento qualunque atto di insubordinazione o mancata obbedienza deve essere punita dal capobanda con una schioppettata nella testa.

IL GIURAMENTO DEI "BRIGANTI"
  "Noi giuriamo davanti a Dio e dinanzi al mondo intiero di essere fedeli al nostri augustissimo e religiosissimo sovrano Francesco II (che Dio guardi sempre);
e promettiamo di concorrere con tutta la nostra anima e con tutte le nostre forze al suo ritorno nel regno; di obbedire ciecamente a tutti i suoi ordini, a tutti i comandi che verranno sia direttamente, sia per i suoi delegati dal comitato centrale residente a Roma.
Noi giuriamo di conservare il segreto, affinch? la giusta causa voluta da Dio, che è il regolatore de' sovrani, trionfi col ritorno di Francesco II, re per la grazia di Dio, difensore della religione, e figlio affezionatissimo del nostro Santo Padre Pio IX, che lo custodisce nelle sue braccia per non lasciarlo cadere nelle mani degli increduli, dei perversi, e dei pretesi liberali; i quali hanno per principio la distruzione della religione,
 dopo aver scacciato il nostro amatissimo sovrano dal trono dei suoi antenati,

Noi promettiamo anche coll'aiuto di Dio di rivendicare tutti i diritti della Santa Sede e di abbattere il lucifero infernale Vittorio Emanuele e i suoi complici.
Noi lo promettiamo e lo giuriamo"
(Marco Monnier, Notizie documenti sul brigantaggio nelle province napoletane, Barbero, Firenze 1862, pp. 73-74)

Nonostante la gloriosa lotta in difesa della propria terra e della propria identità fecero comunque la fine dei deportati grazie ai traditori
Rocco Michele Renna

Gravina in Puglia perde i contributi alle scuole: il sindaco protesta, oggi come 153 anni fa, voglio schiacciarci.

Ecco, ancora una volta, come ci tratta Il Governo di Roma rappresentante degli invasori italiani che ci hanno piegato con la forza a servirli, oggi come 153 anni fa, voglio schiacciarci.
E' in atto una vera guerra contro la scuola che nel caso della colonia del sud italico si trascina da ben 153 anni, non ci sono riusciti con la chiusura totale delle scuole e la sostituzione con i loro insegnanti a plagiarci del tutto e oggi qualcuno di noi ha cominciato a rendersi conto delle proprie potenzialità, non sprecatele a seguire i partiti e movimenti italioti ma lottate con chi vuole che la sua terra e il suo popolo riemergano, adesso ci sembrano tutti amichevoli perchè a fine mese si vota ma dopo?
Rocco Michele Renna

                       Protesta del SIndaco di Gravina Alesio Valente

Il Governo taglia 280 milioni alla Puglia, la Regione revoca ifinanziamenti
Gravina perde i contributi alle scuole: il sindaco protesta


I fondi per l’efficientamento energetico delle scuole vengono dirottati dal Governo all’imprenditoria privata e la Regione revoca gli stanziamenti destinati alle scuole di Gravina.
La denuncia arriva da Palazzo di città, con la voce del sindaco Alesio Valente. Nel mirino le somme destinate al completamento dei lavori di efficientamento energetico dell’istituto “Ingannamorte” ed all’avvio di quelli relativi al plesso “Soranno”: la Regione Puglia ha reso noto che a seguito delle decisioni assunte dal Governo con l’ultima Legge di Stabilità, non saranno garantiti gli stanziamenti originariamente destinati alle due scuole gravinesi come pure a decine di altre scuole pugliesi, nel complesso private di 280 milioni di euro. «I soldi inizialmente concessi per l’efficientamento energetico – spiega il sindaco – sono stati d’imperio dirottati sull’imprenditoria privata: una scelta discutibile, che penalizza i settori dell’educazione e della formazione, oltre che dell’ambiente. Soprattutto, però, ancora una volta vengono lasciati soli gli enti locali, già vittime di tagli pesanti, costretti ad imporre nuove tasse ed ora anche ad accollarsi le spese comunque affrontate per mandare avanti i progetti rimasti adesso senza copertura finanziaria». Aggiunge Valente: «Negli ultimi mesi il nostro Comune ha portato a termine i lavori di efficientamento di tre scuole.
Per la “Ingannamorte” e la “Soranno” erano stati già affidati, attraverso procedure ad evidenza pubblica, gli incarichi per la progettazione, la direzione dei lavori ed il coordinamento della sicurezza. Tutto inutile, secondo il Governo e l’incolpevole Regione, che condivide le nostre preoccupazioni ma che non ha potuto far altro che determinarsi di conseguenza».
Conclude il primo cittadino gravinese: «Ci siamo subito attivati per provare a far comprendere l’assurdità di decisioni oggettivamente penalizzanti e per molti versi mortificanti. Ancora una volta, i tagli colpiscono il mondo della scuola, già duramente provato da ipotesi di riforma piene di molte ombre e non a caso ritenute poco convincenti in primis da studenti, insegnanti e famiglie. Abbiamo interessato l’Anci e la stessa Regione, che a sua volta si è mossa per favorire un ripensamento del Governo in sede di Conferenza Stato-Regioni. Andremo avanti su questa strada per far valere le ragioni dei molti Comuni pugliesi colpiti dalle misure governative, confidando che anche i parlamentari del territorio, specie quelli impegnati alla Camera ed al Senato nelle Commissioni cultura e pubblica istruzione, sapranno intervenire adeguatamente per porre rimedio a così gravi storture: il diritto allo studio, la tutela dell’ambiente e l’autonomia dei Comuni sono questioni vitali per le sorti della democrazia e del Paese».

Gravina in Puglia, 14 maggio 2015

Ufficio Stampa
Comune di Gravina in Puglia
P.d.c. 392 9221501
http://www2.comune.gravina.ba.it/i-fondi-per-l%E2%80%99efficientamento-energetico-delle-scuole-finiscono-all%E2%80%99imprenditoria/

lunedì 11 maggio 2015

PERTUSILLO: “VOGLIONO AMMAZZARCI TUTTI”


                                


                                                                 di Michele Ladisa
Attraverso questo video “inchiesta” della trasmissione “La gabbia” andata in onda il 29 aprile scorso sulla emittente “La 7”, abbiamo un panorama completo delle gravi condizioni d’inquinamento del lago di Pietra del Pertusillo.
Il lago del Pertusillo è un lago artificiale alimentato dal fiume Agri e si trova in Lucania in provincia di Potenza racchiuso nei territori di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso. E’ un bacino idrografico di 630 Kmq e distribuisce “acqua” alle popolazioni lucane, campane e pugliesi.
Grazie all’operato assiduo, tenace e privo di ogni timore, del tenente della Polizia Provinciale di Potenza , Giuseppe Di Bello,  l’inquinamento del lago ad opera della multinazionali del petrolio che trivellano da anni il territorio, è emerso in modo spaventoso.
Lasciano a dir poco allibiti le dichiarazioni dell’incaricato alle comunicazioni dell’Acquedotto Pugliese, Vito Palumbo,  il quale ammette le preoccupazioni dell’Ente ma cerca di tranquillizzare tutti dichiarando che l’AQP spa non preleva l’acqua dalla superficie né dal fondo  ma da un livello “intermedio”.  Cose da pazzi. E’ mai possibile bere da un bicchiere l’acqua a livello intermedio ? E poi : se l’acqua del livello intermedio prelevata da AQP spa è per i pugliesi, l’acqua della superficie o del fondo è buona  per i campani e i lucani ?
No, questa storia proprio non va bene.  Qui troppe cose non quadrano: la Terra dei Fuochi, le trivellazioni della Lucania, il Pertusillo, l’Ilva di Taranto, i rifiuti tossici nel mare della Calabria. Vogliono ammazzarci tutti, senza più dubbi. E ci stanno riuscendo alla grande.

fonte:
http://www.ondadelsud.it/?p=12462#more-12462

Il reddito di cittadinanza? Lo inventarono i Borbone

Il reddito di cittadinanza? Lo inventarono i Borbone…

 

In questi giorni, su proposta del Movimento Cinque Stelle, si è aperto un dibattito sull’eventuale assegnazione di un “reddito di cittadinanza” da assegnare alle fasce più deboli. Proposta condivisibile soprattutto perché i poveri, finora, sono stati del tutto ignorati da un governo a trazione nordica e la stragrande maggioranza dei poveri senza alcun reddito in Italia è meridionale. Ovvio che in un Paese normale e con pari diritti per tutti i cittadini, di fronte  ai dati di una questione meridionale sempre più drammatica, lo slogan “prima il Nord” resterebbe uno slogan di un  partito squallido e localistico e non sarebbe una vera e propria linea di governo per giunta seguita da più di 150 anni. I primi commenti ascoltati e letti sono inevitabilmente riconducibili a due filoni: 1) “Ma così si avvantaggia il Sud” (ascoltato, senza alcuna reazione dei conduttori, su Radio Uno Rai); 2) “C’è il rischio dei soliti furbi” ed è inutile chiedersi per gli italiani nordici gli unici furbi dove siano. Intanto, però, anche in questo caso, al contrario di quanto ci raccontano i pochi superstiti della cultura ufficiale, i Borbone ci dimostrano che erano davvero all’avanguardia e che governavano con un’attenzione, un affetto e una carità cristiana mai sperimentati dopo di loro dalle parti del Sud, come risulta da una ricerca effettuata presso la Collezione delle Leggi e dei Decreti del Regno delle Due Sicilie. 
Con il decreto n. 131 del 4 gennaio 1831 (Regolamento per la Real Commessione di Beneficenza), si provvedeva ad un vero e proprio “assegno di disoccupazione per coloro i quali non possono assolutamente con il proprio travaglio sostenere se medesimi e la di loro famiglia” (articolo 1).
  I sussidi  potevano essere “temporanei o perpetui” per coloro i quali “per fisico impedimento non potrebbero mai più sostentarsi con il loro travaglio” (articolo 4). Per gli assegni temporanei o “durabili nel tempo”, la Commessione, passato il tempo della prima assegnazione, “deciderà se debba prolungarsi per altro tempo senza che l’oziosità ne venga fomentata”.
 Le preferenze prevedevano “in primo luogo giovanetti orfani o abbandonati, poi le vedove con figli in tenera età e “vecchi, storpi, ciechi, cronici ed altri simili” fino agli “individui isolati”. La stessa Commissione disponeva di un fondo speciale di riserva “per i soccorsi urgenti” e si avvaleva dell’articolata e diffusa rete delle parrocchie che avevano il compito di raccogliere le “suppliche”.
 Ai richiedenti insoddisfatti era data anche facoltà di presentare un ricorso (articolo 14).  Ancora più sorprendente, considerata la recente normativa sulla privacy, la discrezione prevista per quei casi di dignitosissima povertà: “considerando esservi degl’individui o famiglie di tali condizioni che aborriscono il far manifesta la propria indigenza, la Commessione assumerà a sé il pietoso ufficio di ricercarle e conoscerle in modi occulti e diligenti onde prestar loro il soccorso che meritano con l’obbligo di custodire segretamente quelle notizie” (articolo 8). E poi dicono che uno diventa neoborbonico…
Gennaro De Crescenzo

fonte:
http://www.neoborbonici.it/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=4763&Itemid=99