domenica 29 giugno 2014

La Storia della Vera Pizza Napoletana


La Storia della Vera Pizza Napoletana

La Storia della Vera Pizza Napoletana
La vera pizza napoletana nasce intorno al 1600 dall’innegabile ingegno culinario partenopeo, bisognoso di rendere più appetibile e saporita la tradizionale schiacciata di pane; all’inizio si trattava di pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più ricca, con caciocavallo e basilico. Anche se l’olio si sostituì allo strutto l’arrivo sulle tavole della pizza moderna avvenne alla scoperta del pomodoro importato dal Perù dai colonizzatori spagnoli.
Dovremmo però aspettare oltre la metà del 1800 per trovare la prima pizza “pomodoro e mozzarella”. Pur essendoci ormai svariate varietà di pizza, si ha
l’approvazione ufficiale nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d’Italia Re Umberto I e la Regina Margherita. La storia ci racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell’epoca, realizzò per i sovrani tre pizze: la pizza alla Mastunicòla (strutto, formaggio e basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio e origano) e la pizza pomodoro e mozzarella i cui colori richiamavano volutamente il tricolore italiano (Rosso, Bianco e Verde).
La sovrana apprezzò così tanto quest’ultima da voler ringraziare ed elogiare il pizzaiolo per iscritto. Per tale motivo e per contraccambiare Esposito diede il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora si chiama: “Pizza Margherita”.
Dopo il boom ottenuto a Napoli la vera pizza napoletana “espatria” per conquistare dapprima tutta l’Italia e poi il resto del mondo. Oggi che la pizza è cosi comune c’è un grande rischio! Quello di perdere la semplicità e la genuinità di un prodotto così largamente diffuso.
Questo d’altronde è il segreto della pizza la qualità dei materiali usati unita alla maestria e abilità del pizzaiolo che ne fa un piatto eccezionale, gustoso e altamente digeribile. A questo scopo l’Accademia della Vera Pizza Napoletana tutela la pizza originale, le sue regole antiche e la sua genuinità. Questo a beneficio sia dei consumatori che possono consumare un prodotto autentico e certificato e sia per pizzaioli che possono far emergere chiaramente la
propria professionalità con un associazione come l’Accademia della Vera Pizza Napoletana che dalla Campania opera in tutto il mondo per la tutela del prodotto italiano più consumato e conosciuto, la Pizza.
La Storia della Vera Pizza Napoletana

ma la vera storia della pizza risale a tempi ben piu antichi ed era aprrezzatissima da SM LA regina MAria Sofia di BAviera Moglie di  SM Francesco II di Borbone, ultimi Reali delle Due Sicilie, S.M. La regina si fece costruire un forno alla reggia di caserta dove cucinavano apposta per le la pizza di cui ne era ghiotta e la famosa pizza MArgherita di Esposito  era gia stata offerta per prima alla Regina MAria Sofia, ma si sa la verità adda essere un'altra sennò anche in queste cose , con le loro bugie di stato, non potrebbero giustificare la loro invasione

La vera storia della pizza napoletana


Siamo tutti appassionati della pizza. Simbolo dell’italianità, con pomodoro, mozzarella e basilico simboleggia anche i colori della bandiera italiana. Gli italiani sono famosi all’estero proprio per due cose: la pasta e la pizza. Esportata in tutto il mondo, ormai la si trova ovunque perfino nel remoto sud est asiatico.
Ma se proprio la volete assaggiare come comanda la tradizione allora dovete andare a Napoli. Lì tra i vicoli siete sicuri di assaporare il gusto originale della vera pizza che si scioglie in bocca, piegata in quattro, con pomodoro, poca mozzarella e basilico, la vera pizza detta a libretto.
La pizza napoletana a libretto
La pizza a libretto
Quale siano le vere origini della pizza non è dato saperlo. Certamente essa nacque come focaccia al forno già all’epoca degli antichi greci e romani, semplicemente miscelando gli ingredienti base che sono acqua, farina e un pizzico di sale. Veniva poi cotta al forno ad alta temperatura e servita molto calda. Faceva parte del classico cibo venduto per strada dai venditori ambulanti, che in cambio di pochi denari vendevano questa semplicità appetitosa.
Piano piano la ricetta della nostra focaccia inizia a diventare più ricca: essa non diventa solo cibo per strada servito alla povera gente ma anche alle mense dei gran signori che non si accontentano solo di questo condimento. Essa veniva arricchita con pezzetti di formaggio, in genere provolone piccante o caciocavallo e ingrediente immancabile un po’ di strutto sciolto per migliorare il sapore. Si trattava comunque di un cibo molto semplice ma già all’epoca molto gustoso e richiesto.
La storia della pizza inizia ad evolvere con la scoperta dell’America e la diffusione del pomodoro in Italia. Da allora esso diventa ingrediente fondamentale per tantissime ricette, in primis quello della pasta condita appunto con il sugo.  Si evolve anche la ricetta della pizza vera e propria: acqua, farina, lievito ( di birra o naturale, detto anche criscito) e sale. D’obbligo è poi la cottura in un forno a legna per assicurare una morbidezza migliore.
Allora a qualcuno venne un’idea per rendere la pizza ancora più appetitosa: perché non sperimentare anche il pomodoro sulla focaccia? Nacque così la marinara, la pizza più antica condita con pomodoro, origano e aglio.
Pizza alla Marinara
La pizza Marinara

La pizza Margherita è ormai un’istituzione, è rintracciabile in tutte le pizzerie possiamo dire del mondo ma ormai negli ultimi anni la fantasia dei maestri pizzaioli si è davvero scatenata. Basti pensare all’amatissima pizza con wrustel e patatine tanto amata dai giovani, alla pizza dolce con crema di nocciole, a quella col crocchè e la mozzarella che sta conquistando sempre più palati.
La foto di una pizza Margherita alla napoletana
Ricordiamo che la pizza è diventata dal 4 febbraio 2010 Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea. Se siete di passaggio per Napoli vi consigliamo alcune famose pizzerie: l’antica pizzeria sita presso Port’Alba, la Pizzeria Michele presso il Rettifilo, la Pizzeria Sorbillo nei pressi del Decumano maggiore e l’Antica Pizzeria dell’Angelo, famosa per il caratteristico cornicione ripieno di ricotta. Non resta che augurarvi buon appetito!


Buon appetito !
Rocco Michele Renna

giovedì 26 giugno 2014

Ciro Esposito Un altro Martire del razzismo italico? in risposta a Gianni Morandi

Foto: 25 giugno. Oggi tutti parliamo dell'eliminazione dell'Italia ai mondiali di calcio, ma la notizia veramente grave è la morte di questo ragazzo, Ciro Esposito, tifoso del Napoli. Ferito in una sparatoria prima di una partita di calcio, a Roma ai primi di maggio, dopo vari interventi chirurgici, non ce l'ha fatta... Com'è possibile che possano succedere queste cose, quando il calcio dovrebbe essere una festa? E' incredibile...
Sono vicino ai famigliari di Ciro e mi unisco al loro grande dolore.
Gianni Morandi  
 https://www.facebook.com/giannimorandiofficial?fref=photo

25 giugno. Oggi tutti parliamo dell'eliminazione dell'Italia ai mondiali di calcio, ma la notizia veramente grave è la morte di questo ragazzo, Ciro Esposito, tifoso del Napoli. Ferito in una sparatoria prima di una partita di calcio, a Roma ai primi di maggio, dopo vari interventi chirurgici, non ce l'ha fatta... Com'è possibile che possano succedere queste cose, quando il calcio dovrebbe essere una festa? E' incredibile...
Sono vicino ai famigliari di Ciro e mi unisco al loro grande dolore.



 Carissimo Gianni Morandi, la rispetto e la ammiro come artista e come conterraneo, ma voglio precisare una cosa non solo a lei ma a tutti, non addossiamo nessuna colpa alle forze dell'ordine che, come sempre stanno lì a prendersi in faccia di tutto. La colpa principale è dei loro carnefici, gli ufficiali, il prefetto e il questore, poteva essere una carneficina, perché le intenzioni di quel balordo erano di attaccare gli autobus, voleva uccidere e nessuno aveva previsto un servizio di scorta per i tifosi, nessuno avrebbe immaginato cosa frullava in testa a quella mente malata? Chiunque non sarebbe stato impassibile a vedere i propri amici che erano assaliti, per cosa poi? Per uno stupido pallone, e non dimentichiamo che c'è anche chi, di Roma, lo difendeva e lo difende, che si vedessero le registrazioni e si leggessero uno dei tanti articoli in merito

 “Ciro Esposito, nessun rispetto per il dolore: pioggia di insulti per lui su Facebook
giu 25, 2014

Pesanti insulti all’indirizzo di Ciro e della sua famiglia, la polizia postale è al lavoro per rintracciare e sanzionare i colpevoli.
In un paese dove si è capaci di piangere per una sconfitta dell’Italia ai Mondiali di calcio sembra non esserci rispetto nemmeno per la morte di un ragazzo la cui unica colpa è di essere napoletano. In questi minuti su Facebook stanno impazzando insulti provenienti da Roma che hanno scatenato indignazione tra i napoletani e tra i familiari di Ciro.

Napoletani colerosi
“La prossima volta prima di venire a Roma a rompere i coglioni pensateci bene. Addio Coleroso“.

 Questo il testo di uno dei messaggi lanciati su una bacheca facebook di un utente romano. La solidarietà pervenuta ai familiari da un grande numero di esponenti del mondo politico, sportivo e dello spettacolo non è bastata a mitigare l’ignoranza di chi “odia” per gioco.
Fa apparire il fanatico, una vittima che si era difesa dall'assalto dei napoletani. Ormai, abbiamo preso conoscenza del nostro passato, della nostra vera storia, non siamo mai stati dei colerosi sporci e ladri, siamo stati un popolo grande e gli italiani ci hanno rovinato con la loro unità. Ci hanno condizionato a tal punto che qualcuno comincia a crederci, a tal punto possiamo considerare la morte di Ciro come l'ennesimo attacco razzista di uno stato inesistente, di una nazione farlocca. hanno fatto l'italia (volutamente in minuscolo) con la forza e l'inganno e si sono scordati di fare gli italiani, adesso è ora che questo stato farsa prenda in seria considerazione la condizione di un futuro stato meridionale italico indipendente o confederato in una nazione italica
 La saluto con affetto e Stima Carissimo Gianni Morandi sperando di poterle donare personalmente una coccarda degli antichi patrioti duosiciliani fatta a mano personalmente, in merito alla sua carriera e alla sua persona che illustra e inorgoglisce la gente della nostra bellissima terra duosiciliana. Tanto bistrattata anche da alcuni de suoi stessi abitanti, ma sappiamo benissimo che non è tutta colpa loro ma del lavaggio del cervello imposto mediaticamente da uno stato farsa italiano inesistente sul territorio che ci tratta  da colonia da sfruttare. Più che fratelli d’Italia dovremmo dire “Flagelli d’Italia”.
                                                                                                                              

                                                                                                                 in Fede
                                                                                                     Rocco Michele Renna

II CONGRESSO DEL MOVIMENTO DUOSICILIANO

II CONGRESSO DEL MOVIMENTO DUOSICILIANO

Il 28/06/2014alle ore 11.00, Il movimento duosiciliano ha deciso di fare il II CONVEGNO nella nostra bella capitale, a Napoli, un convegno che verterà soprattutto, Oltre a eleggere il nuovo Segretario del Movimento, si apporrà delle modifiche sostanziali allo statuto che fu di Italia Prima.
Vi elenco i cinque principi dello stesso.
I principali obiettivi dell'azione politica di Italia prima sono:
1) Promuovere e realizzare condizioni legislative che consentano di conservare sui territori meridionali tutte le ricchezze e le risorse quivi prodotte, comprese le imposte su beni e su attività di terzi che siano pagati in loco;
2) Puntare con determinazione alla creazione della regione meridionale, costituita dai territori che furono del regno delle due Sicilie. Detta macroregione.
3) Operare per la nascita di un'area comune del mediterraneo e predisporre le condizioni economiche e finanziarie con gli strumenti e nei modi più adatti alle culture agli usi e costumi di questa parte del mondo.
4) Individuare nella lira mediterranea lo strumento di scambi economici della suddetta area, riconducendo all’originaria funzione la moneta, respingendo di essa il significato imposto dal capitalismo finanziario.
5) Intitolare il movimento Italia prima, in omaggio alle origini calabre degli italici e nel rispetto di quanto inscritto nell'obelisco di Bitonto, a ricordo della vittoria dei Borbone sugli austriaci nel 1734 "italicam libertatem fundaverit".
Le Relazioni che saranno presentate dai Soci Fondatori o CdF, "verteranno" su questi cinque punti.
Per motivi assolutamente di ordine pubblico al suddetto Congresso si accederà esclusivamente previo invito ESPRESSO dAGLI ISCRITTI DEL MOVIMENTO DUOSICILIANO e dalla dirigenza per quanto riguarda comitati e altre forze politiche duosiciliane e borboniche eventuali.
Dato l’esiguo spazio a disposizione presso la sala DELL’HOTEL PRINCIPE NAPOLIT’AMO, si è costretti a limitarsi e ci dispiace per quanti non potranno essere invitati, ma vi promettiamo che sarà trasmessa in differita tutto il lavoro

da
 

MOVIMENTO DUOSICILIANO


Sede di Bari –Via G. MURAT 51/g tel. 349 86 47 395/ 349 111 23 62 – Fax 080 5239288 - 0805794393



Comunicato stampa 25 giugno 2014

Congresso Duosiciliano

“Briganti nel terzo millennio – Solo per le Due Sicilie”



Sabato 28 giugno 2014 dalle ore 11,00 alle 13,30 con il prosieguo nel pomeriggio dalle ore 14,30 si terrà a Napoli presso l’Hotel Principe Napolit’Amo -via Toledo 148, il secondo congresso del Movimento Duosiciliano.

Il segretario uscente del “Movimento Duosiciliano” Michele Ladisa ha dichiarato “Non a caso è stata scelta la sede di Napoli per la ricorrenza del secondo congresso dopo averlo celebrato due anni fa a Cosenza e averne tenuto, in forma straordinaria, anche a Bari .” E ha aggiungo: “Napoli rappresenta, per noi del movimento, la capitale dello Stato delle Due Sicilie che prendiamo come esempio e dove i “Briganti” rappresentarono l’ultima agitazione del Sud” E continua “L’attesa è di ritrovarci con tantissima gente che porterà con orgoglio la coccarda rossa, simbolo appunto dei Briganti che furono, e che nel terzo millennio saranno espressione e portatori di un’altra informazione e di una svolta concreta del territorio duosiciliano”.


Movimento Duosiciliano

Ufficio stampa

 vi ringrazio e vi saluto.
Rocco Michele Renna (comitato dei soci fondatori)