venerdì 26 febbraio 2016

LA FAMIGLIA NUMEROSA, racconto di fantasia e metafora sui comuni



La famiglia numerosa

C’era una volta una famiglia numerosa, padre, madre, nonni e tanti figli, l'unico a lavorare era il papà e con le magre pensioni dei due nonni si tirava avanti.
Bollette da pagare, la spesa da fare il necessario per scuola e abbigliamento ecc. il povero papà che doveva farsi bastare il tutto per poter portare a fine mese tutta la famiglia.
Ad un tratto un gruppo di figli decide che questo papà non era buono per loro ed eleggono un vice papà simbolico che li rappresenti, la mamma e i nonni affranti assistono all'evolvere della questione.
Vogliamo abbigliamento firmato, divertirsi come fanno gli altri, la scuola non ci piace ecc. ecc. strillavano a gran voce, mentre alcuni degli altri figli rimangono allibiti a tanta rivolta.
 Sapevano che quel povero papà non poteva permettersi quel tipo di lusso, altri affascinati dalle promesse senza fondamento si montavano la testa credendo che strillando ancora più forte avrebbero ottenuto veramente quello che desideravano.
Quel povero papà disperato inizialmente nel vedere quei pochi figli che travisavano l'intera famiglia alla fine prese una decisione e li cacciò di casa, chiedendogli di trovarsi un lavoro pure loro e di ritornare quando avrebbero ottenuto tutto quello che volevano e sapevano di non poter ottenere con i magri guadagni di un lavoro onesto di un onesto padre di famiglia.
Gli altri figli presero la palla al balzo e si cercarono un lavoro molti riuscirono a trovarne di buoni altri meno e alcuni nessuno, ma decisero di aiutare con il loro lavoro la famiglia primaria facendola finalmente respirare, cosi che il genitore poté aiutare quelli meni fortunati che non trovarono lavoro impegnandosi anch’esso per la ricerca, tanto aveva dei figli che lo aiutavano nel ménage familiare.
Che fine fecero i figli strilloni? beh non ci è dato sapere ma probabilmente aperti gli occhi molti di loro, tornarono da quel papà che avevano maltrattato e fecero come i figli rimasti in famiglia.
Il papà ormai felice di avere insegnato qualcosa di buono ai propri figli rimasti aveva ancora un piccolo peso sul cuore, chissà che fine avevano fatto i ribelli, in fondo anche loro erano figli suoi...

Rocco Michele Renna

lunedì 22 febbraio 2016

Vandalismo a Gravina, a chi conviene?





 

 
 Cosa accade a Gravina in Puglia della Terra di Bari?
Una città fino a poco tempo tranquilla sotto alcuni aspetti, ma che ultimamente stiamo assistendo a gravi furti a spese dei bancomat della città, vorremmo dare la colpa alla crisi economica ma sappiamo che la brava gente, anche se fosse in crisi mai si abbasserebbe a tanto. L’umiltà che contraddistingue il vero povero è diverso da chi si arrabatta a tutti i costi anche alla mensa dei poveri e si va a scoprire che ha pure delle entrate che gli arrivano da enti pensionistici, lavoretti a nero e non paga tasse perché risulta povero. In tutto questo marasma spuntano i Grillini che agitano le acque ma ad onor del vero, almeno su Gravina non vedo niente di nuovo se non un gruppo di esagitati o scalmanati che strillano in ogni dove e contro chiunque.
Tralasciamo gli aspetti politici attuali e concentriamoci su una ventata di vandalismo senza precedenti ad essere presa di mira è tutta la città e in particolare la zona del centro storico come il famoso ponte borbonico voluto da Carlo di Borbone e realizzato dal Duca Orsini per portare acqua in città, fino a poco fa alcuni esponenti penta stellati si accanirono su un progetto di rigenerazione urbana nella zona del ponte, accusando la ditta del fatto che non facesse i lavori a regola d’arte, perché smontarono una arcata per lavorare al meglio e non erano nemmeno architetti quelli che lanciarono le accuse.
Qualche giorno fa abbiamo assistito ad un vero attacco della zona, ormai non appare più come vandalismo ma attacco mirato, a parere mio.
Le indicazioni per la necropoli installate sopra il pianoro della Madonna della Stella divelte, una recinzione gettata nel torrente ai piedi del ponte, sporcizia ovunque e infine la distruzione dell’antico acquedotto che sormonta il ponte.
Non so se è una combinazione di eventi ma la cosa appare strana, a chi conviene distruggere opere d’arte accusando l’amministrazione comunale di immobilismo? Dopo la dichiarazione del Sindaco sul fatto che l’Unesco è orami una cosa fattibile per Gravina perché tanta distruzione? A chi conviene che Gravina diventi la masseria dell’alta murgia? A pensar male a volte ci si coglie...
Speriamo che chi di dovere faccia luce su questi misteri e vengano presi e puniti come si deve gli esecutori, se ce ne sono, nonchè i mandanti di questo ennesimo stupro della storicità di una città bellissima quale è Gravina in Puglia
Rocco Michele Renna





MATERA? NO! GRAVINA IN PUGLIA, LA PERLA DELL'ALTAMURGIA




Gravina in Puglia della Terra di Bari, una città fino a poco tempo fa sorniona ma che in passato è stata la seconda città del regno di Napoli come importanza e ricchezza e andando ancora indietro nel tempo fino a più di diecimila anni fa è stata sempre un grande centro di aggregazione.
Oggi purtroppo anche a causa dell’unità che ci è stata imposta con la violenza, è in decadenza, non solo per gli eventi post unitari ma anche per decadentismo politico fino a giungere ad oggi in cui un sindaco coraggioso Alesio Valente, 
Il Sindaco Alesio Valente
il quale tenta con tutte le sue forze di opporsi alle oligarchie familiari che hanno utilizzato l’amministrazione comunale , anche con il permesso dei politici di Roma, come unica fonte di potere per soggiogare la popolazione e renderla accidiosa e disponibile a concedere i loro favori, insomma un paniere di voti elettorali per i propri scopi.
Ultimamente stiamo assistendo ad una volontà di rivalsa mal guidata dal fenomeno penta stellato che promette mari e monti senza fondamento a volte, tutti alla fine stiamo assistendo ad un riciclaggio politico di vecchi esponenti di altre forze che non essendo riusciti in essi ci provano a veder le stelle, ma questa è un'altra storia.
Vi voglio parlare di una città, con orgoglio voglio scrivere che è la mia città, la quale nulla ha da invidiare alla vicina Matera se non l’amministrazione passata che l’ha portata a galla, una città bellissima architettonicamente, in cui storia, arte e panorama da fiaba o da UNESCO si fondono a creare uno spettacolo unico al mondo.
Condiviso da tutto il mondo come dimostrano alcuni scatti miei e del mio amico Antonio Pepe fatti per caso, condivisi in un album del noto social Facebook dal quale tutto il mondo ha condiviso lo spettacolo dell’alta murgia, più di 500 condivisioni in tutto il mondo e tutt’oggi il fenomeno non si ferma ancora.
Qualcuno stizzito direbbe come mai tanta notorietà? Quale è la ricetta?
Un solo ingrediente, “Gravina”! La perla dell’alta murgia che vi invito a visitare e soprattutto ad amare
Rocco Michele Renna

qui le foto su Facebook