venerdì 17 luglio 2015

Libertà o Morte di Michle Ladisa



“Eleftheria i Thanatos” (Libertà o Morte)

di Michele Ladisa
Eleftherìa i Thànatos, cioè “Libertà o Morte”, una frase urlata, per 4 secoli di fila, dal fiero popolo greco durante la lotta di liberazione contro  l’occupazione turco/ottomana.
Ci son voluti 400 anni di schiavitù e oppressioni, intere generazioni che non hanno mai smesso di combattere, anche nel terrore, per raggiungere, nel 1830, l’agognata indipendenza.
Oggi, dopo 180 anni, il popolo greco subisce una forma “moderna” di nuova occupazione, di perdita della libertà. Non vi sono cannoni puntati sul popolo, nè teste da tagliare, ma un presente e un futuro gramo, fatto di povertà, fame, disperazione. La dea Europa chiede anche sacrifici umani sul suo altare, fa intendere la fattucchiera tedesca Merkel, ma che a quell’altare fa  gozzoviglia l’ingordo popolo teutonico.
Potrebbe oggi tornare a riecheggiare “Libertà o morte”, il significato stesso di quella bandiera martoriata?

Forse no se quel popolo avesse effettivamente cancellato il suo passato immerso nelle bagordi, stordito e drogato da anni d’illusione europea fatta di fasti, sprechi e ozi.
Forse sì se invece dovesse risvegliarsi nella mente il riscatto di un popolo “vero” che non può aver dimenticato il suo millenario orgoglio e men che meno i 400 anni combattuti per la Libertà a costo della vita di tantissimi avi.
Se le Due Sicilie fosse oggi uno Stato indipendente non avrebbe potuto che lottare e schierarsi a fianco della Grecia. Troppi sono i coinvolgimenti e le analogie che hanno caratterizzato nei secoli storia e destino dei due territori e dei loro popoli. Per poi ritrovarsi nella stessa cloaca europea senza, apparentemente, vie di scampo.
Una delle analogie più sorprendenti sono le lotte di liberazione condotte dai due popoli, l’una contro i turchi ottomani, l’altra contro i piemontesi savoiardi. I patrioti greci, proprio come i patrioti nostrani furono marchiati d’infamia. Essi furono definiti clefti  (da kleftes ossia banditi), i nostri, appunto, briganti.
Ma se per i greci si raggiunse l’indipendenza, per le Due Sicilie la lotta non evitò  l’annessione.  Per poi finire entrambi nella bolgia infernale europea, servi del vil danaro,  trattati da pezzenti o accattoni questuanti.
Non ridano i cosiddetti italiani delle sofferenze e della disperazione  del popolo greco, anche per loro, come si dice da più parti, il destino appare segnato.
E’ notizia ufficiale di questi giorni che il debito pubblico dell’ italian banana State sia di miserabili 2218 miliardi di euro, il record di tutti i records. I  guai seri sono quindi sull’uscio di casa.  Guai che i duo siciliani, se fossero rimasti tali e giammai tricolorati savoiardi, si sarebbero potuti risparmiare. Sarebbe stato ben difficile, infatti, una scelta europea di un popolo di pace, libertà e progresso qual’era quello delle Due Sicilie, prima di finire nelle fauci del mostro chiamato unità d’italia, poi addirittura risucchiato in un europatico stomaco ulceroso.
Eleftherìa i Thànatos, “Libertà o Morte”. Sarà questo l’urlo di battaglia dei popoli del mediterraneo contro il dominio incontrastato dell’euro sulla vita e sulla libertà umana ?  Vedremo, la strada è tracciata… Tornino sul campo i clefti e i briganti, uniti nella stessa lotta.
 
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