mercoledì 29 luglio 2015

REGGIMENTO CARABINIERI A PIEDI

REGGIMENTO CARABINIERI A PIEDI
   
                                                                     CACCIATORE

                                                    REGNO DELLE DUE SICILIE 1857


Se anche a prima vista non era facile distinguerle, l'uniforme della compagnia cacciatori e quelle delle altre unità del Reggimento carabinieri si differenziavano per molti particolari. Il più vistoso era il colore delle spalline, che i cacciatori portavano rosse (il piatto) e verdi (le frange) mentre nelle altre compagnie erano interamente rosse. La stessa differenza cromatica tornava nel pon-pon dello shako, bicolore solo nel caso dei cacciatori, e poteva essere ribadita anche nella dragona della spada che però talvolta i cacciatori avevano completamente verde. Infine i fregi applicati ai risvolti posteriori della tunica: le compagnie scelte e i fucilieri li portavano a forma di granata, quelli dei cacciatori raffiguravano una cornetta dorata che compariva anche all'incrocio delle bandoliere e sul coperchio della giberna.

CENNI STORICI
Negli ultimi anni della sua esistenza, la fanteria di linea borbonica contava su un reggimento scelto di carabinieri a piedi, 13 reggimenti ordinari di fanteria nazionale e 4 reggimenti svizzeri. Di riserva erano tenute 14 compagnie provinciali a reclutamento (prevalentemente) locale distribuite tra il Molise e la Sicilia. Tutte queste unità, fuorché quelle di riserva, si strutturavano su due battaglioni, oguno dei quali comprendeva sei compagnie: una di granatieri, 4 di fucilieri e una di cacciatori. In tempo di guerra, a queste compagnie se ne aggiungeva una settima di deposito con i cui effettivi venivano colmati i vuoti delle altre unità. Il Reggimento carabinieri a piedi si distingueva dagli altri della fanteria di linea per il solo fatto che la Compagnia deposito vi era attivata anche in tempo di pace. Pertanto la sua struttura si articolava costantemente su sette compagnie, ciascuna composta da un centinaio di uomini tra i quali una decina di ufficiali.
 
Il reggimento Carabinieri a piedi, di cui facevano parte le compagnie di Cacciatori, era un corpo scelto della fanteria di linea borbonica. Creato nell'aprile del 1848 dalla disciolta Gendarmeria reale, evidenziava questa sua nobile origine anche negli ornamenti della divisa, caratterizzata dal doppio gallone bianco al colletto e alla manica tipico della Guardia reale borbonica. La tunica blu scura con filettature rosse era identica a quella portata dal resto della fanteria leggera: corta sul davanti, terminava sul retro in una doppia coda secondo una moda un po' antiquata rimasta in auge a Napoli fino al 1859.





                                       Gennaio 1860:
                           Il reggimento è comandato 
                  dal tenente colonnello Francesco Donati.
 
Aprile 1860: Il reggimento fa parte del corpo di esercito di stanza in Sicilia.

Maggio 1860: Un battaglione del reggimento al comando del maggiore de Cosiron fa parte della colonna Landi inviata a contrastare l'invasione di Garibaldi. Una sola compagnia guidata dal capitano Marciano combatte a Calatafimi. Il reggimento combatte anche per le strade di Palermo il 27, 28 e 29 . I nostri si comportano in maniera valorosa, comandati dal de Cosiron si fanno onore sul campo il capitano Delitala e l'alfiere Luigi Forte, de Cosiron e Forte vengono promossi alla guardia reale.Furono tanti gli uomini dell'esercito borbonico a distinguersi e farsi onore, piccoli grandi eroi, obliati dai vincitori, come i capitani Abbondanti e Magnanimi, combatterono con valore ed in nome della nazione duosiciliana, loro patria, i subalterni Carcatelli, Arcucci, De Filippis, Torrenteros, Alfano, Cafieri, Fortezza e Trotta, eroici soldati di un esercito dimenticato, figli e padri di un regno fiero e libero.

Luglio 1860: Il reggimento è inviato a Cosenza per fare parte della brigata Caldarelli.

Agosto 1860: Caldarelli si arrende senza colpo ferire ai garibaldesi, ed il reggimento si scioglie a Nocera.

Settembre 1860: Una frazione di soldati e ufficiali si presenta volontariamente al Volturno con in testa il colonnello Donati partecipando allo scontro di Roccaromana, si distinguono il maggiore Angellotti ed il tenente De Filippis, decorato con la croce di Francesco I. Commovente la frazione del capitano Bozzelli che per difendere la ritirata del nostro esercito si immolò con onore il 2 ottobre .


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