La cattedrale di Altamura

Da alcuni documenti notarili della città di Gravina dell'inizio del XIII secolo, si evince l'esistenza, nella zona interessata dall'attuale Altamura, di un piccolo centro chiamato Murum. Questo toponimo potrebbe riferirsi all'antica cinta muraria che doveva caratterizzare l'abitato. L'imperatore Federico II, nella visita del 1232, decise di costruirvi una basilica dedicata a Santa Maria Assunta, la cui facciata originaria si rivolgeva verso la città di Gravina. La chiesa fu successivamente distrutta da un incendio e la successiva ricostruzione ne modificò la posizioneIl modello originario è quello che possiamo ammirare in molte cattedrali romaniche pugliesi e che trova uno degli esempi più famosi nella Basilica di San Nicola a Bari, ma qui viene realizzato con il nitido linguaggio del gotico federiciano che prevede forme cristalline e decori raffinati di ascendenza orientale come quelli che caratterizzano la bifora in facciata. L'orientamento che oggi caratterizza la cattedrale è invertito rispetto a quello originario, non si può affermare se questo cambiamento drastico sia stato effettuato all'epoca di Roberto d'Angiò (prima metà del XIV) o durante i lavori di ampliamento tra il 1521 e il 1547. All'epoca del sovrano angioino risale la realizzazione del portale settentrionale che oggi si apre in piazza duomo, mentre la realizzazione di una seconda torre campanaria, l'area dell'altare e dell'attuale sagrestia furono aggiunte nella prima metà del Cinquecento, a conclusione di questi lavori l'arciprete Salazar fece aggiungere in facciata gli stemmi di Carlo V d'Asburgo, del governatore Pietro da Toledo insieme al suo. Opere settecentesche sono invece la loggetta tra i due campanili con le statue della Vergine tra i SS. Pietro e Paolo, le terminazioni delle torri campanarie e il rivestimento interno in marmo. In evidenza i due leoni porta-colonnine ritoccati da un artista di Andria, Maestro Antonio. Una leggenda racconta che Federico II nascose in uno dei pilastri della cattedrale un tesoro, il quale servirebbe per la ricostruzione della Cattedrale nel caso in cui dovesse verificarsi la distruzione della stessa.
Rocco Michele Renna

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