venerdì 29 aprile 2016

S.M. Ferdinando II di Borbone Re delle Due Sicilie di A. schettini

Antonio Schettini

Aveva un fisico imponente.Questo incuteva timore negli interlocutori.Ma il timore lasciava ben presto spazio alla piu' pura affabilità verso gli altri.Era un uomo sincero e coerente.Si arrabbiava,di brutto,quando i suoi ordini non venivano eseguiti alla lettera o quando si accertava che i gangli della Pubblica Amministrazione non funzionassero a dovere.Era maturo fin da piccolo.Sovente partecipava ai Consigli di Stato durante gli ultimi anni di Regno del nonno e ancor di più durante il quinquennio del padre.Aveva una passione smodata per l'Ars Militaris e il suo passatempo giovanile era quello di visitare le Regie Caserme del Reame per tutto osservare.Il suo scopo precipuo,asceso al trono,fu sempre quello di assicurare al Regno delle Due Sicilie pace e prosperità.Ventinove anni di pace furono assicurati.E furono ventinove anni di grandissima prosperità economica.Il Regno fondato da Carlo raggiunse sotto questo monarca vette mai più raggiunte.I prodotti duosiciliani divennero sinonimi di altissima qualità.E i nemici della dinastia Borbonica non diedero scampo al progresso del Regno:aizzarono rivolte in lungo e in largo pur di destabilizzare la florida congiuntura ottenuta.Ed egli,pur colpito da questi attacchi sibillini perpetrati da potenze straniere che pungolavano piccoli ed insignificanti reami ai piedi delle Alpi,fu sempre vincitore.Anche nel bieco 1848,quando la Sicilia sembrava perduta per sempre,il Grande Re riuscì a trionfare,mostrando pietà nei riguardi dei capi della rivolta.E ancora si gettò a capofitto nel lavoro di consolidamento del Regno,lui uomo tutto d'un pezzo e mai rancoroso.Porto' istruzione e lavoro in tutto il Regno.Ebbe sempre un occhio di riguardo verso le categorie più indigenti,ottenendo che la loro tassazione fosse bassissima.I nobili lo temevano,i letterati in odore di liberalismo lo dipingevano alla stregua di novello Caligola...solo il Popolo lo adorava.Quello stesso Popolo che lo pianse a lacrime di sangue il 22 maggio del maledetto 1859.
Il Regno delle Due Sicilie aveva perso il suo uomo di governo piu' illustre.

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