martedì 1 marzo 2016

LO SCUDO CONTRO IL VAIOLO Antonio MIglietta e la profilassi nel Regno di NApoli (1801-1826)

In Europa la prima vaccinazione di massa contro il vaiolo è stato introdotto a Napoli». Il primo ad essere entusiasta della mostra «La sanità al tempo dei Borbone», che si è tenuta nella sede del Museo delle Arti Sanitarie, agli Incurabili, è proprio il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie.«Senza voler essere nostalgici – spiega – è importante riuscire a fermarsi un attimo, riscoprire delle verità perdute. Parliamo di due secoli fa, e Napoli era all’avanguardia sotto molti aspetti». Retroscena, storie inaspettate e sorprendenti, raccontate appunto grazie ad un percorso che si snoda attraverso antichi ospedali e lazzaretti. Alchemiche spezierie, tragiche epidemie, cimiteri storici, campagne di vaccinazione e innumerevoli testimonianze, a cominciare da quelle relative alla sanità militare. si è parlato della Scuola medica napoletana e della ramificata e complessa rete assistenzialistica nel Regno, passando per i principali malanni che afflissero la dinastia, i grandi nomi della medicina e della chirurgia e tutte le altre eccellenze del Regno Delle Due Sicilie.
Spiega il fondatore del museo e curatore della mostra Gennaro Rispoli: «La nostra è un’esposizione che va considerata come un dinamico work in progress destinato a essere ampliato e arricchito da incontri, convegni e dibattiti grazie alla collaborazione di storici e studiosi che nel corso dei prossimi tre mesi faranno rivivere la straordinaria avventura della scienza medica nel Regno». Senza cercare primati, è evidente l’eccellenza che distingueva Napoli. La stessa città che il principe Carlo di Borbone è sempre «molto felice di ritrovare» Sorprende, ad esempio, la varietà di attrezzature, stampe, documenti, strumenti d’epoca, farmacie portatili, busti di illustri medici del tempo, disegni anatomici. E ancora, libri rari, cassette e sedie chirurgiche, maschere per anestesia, set d’amputazione.I luoghi della sanità napoletana (ospedali e lazzaretti a Napoli), la formazione del medico nelle 33 province Regno, i cimiteri antichi (come il famoso “366 fosse” o il quasi sconosciuto “Cimitero dei colerosi”), i tanti reclusori (a cominciare dal “Real Albergo dei poveri”, conosciuto oggi come Palazzo Fuga) e le prime “Case dei pazzi” (agli Incurabili e poi ad Aversa). E poi, l’Ostetricia e la Medicina sociale, le malattie (e la grande campagna antivaiolo voluta dal sovrano, la prima in Europa). Insomma, i motivi per una nuova tappa partenopea non mancano. Del resto, Carlo di Borbone è il primo a sottolineare un legame speciale con la città: «Vorrei poter restare più a lungo – dice -, avere il tempo di passeggiare e incontrare i tanti amici che ho qui».
Insomma non eravamo affatto arretrati come l'italia vuole farci passare, anzi è grazie a noi che si è fatta l'Italia, grazie al sangue profuso dai nostri patrioti (Briganti), dalle conoscenze mediche della Sanità dei Borbone anche grazie alle scoperte federiciane, di cui probabilmente i Borbone fecero tesoro e chissà, avendo più tempo avrebbero potuto rivalutare il primo fondatore del REgno Appunto Federico II, ma questa è un altra storia.
Purtroppo di ignoranza e di ignoranti, chissà se involontari o volontari, il nostro sud Italico ne è piena come quelli che ancora oggi seguono Salvini o come lapidi sparse nel territorio, come quella che ho trovato nella città di Altamura (BA) in cui un associazione federiciana pone una lapide in memoria di un altamurano che ha tradito la propria patria favorendo l'invasione dei lanzichenecchi piemontesi, associazione federiciana che dovrebbe lodare i Borbone (non gli angioini) per avere continuato l'opera del Primo Re e Imperatore delle Due Sicilie Federico II, ma torniamo al Vaiolo in particolare.
da fonti storiche certe sappiamo che la vaccinazione anti vaiolo ebbe inizio nel terriotrio Duosiciliano grazie agli inglesi che vaccinavano le proprie truppe in territorio di SIcilia e il Re ammirando questa cosa fece vaccinare tutta la sua famiglia e inpose agli inglesi di vaccinare gratis tutti i sudditi del regno istituendo delle giornate di vaccinazione per ogni settimana del mese fino a quando tutti i sudditi furono vaccinati e continuando la profilassi per tutto il resto del tempo. Un re che amava il suo popolo ed era ricambiato non quello che raccontano i falsi storiografi del rinascimento italiano o dovremmo definirlo del medioevo italiano.
a Gravina  sabato 5 Marzo 2016 nel salone "Giovanni Paolo II" Episcopio di Gravina, alle ore 18.30 ci sarà la presentazione di un volume di "CAterina Tisci": "Lo SCUDO CONTRO IL VAIOLO Antonio MIglietta e la profilassi nel Regno di NApoli (1801-1826) edizioni Grifo, 2015" Auguriamoci che si racconti la verità e non le falsità di stato.
Rocco Michele Renna

Antonio Miglietta, l'“apostolo della vaccinazione pel Regno

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