martedì 24 novembre 2015

quando il medico è incompetente diventa sordo...




ospedale
Ospedale Castellana Grotte
Quando il medico è incompetente diventa sordo per non sentire sia le urla di sofferenza di chi dovrebbe aiutare e soprattutto di Esculapio a cui ha giurato di aiutare il prossimo.
Mettetevi nei panni di questo ragazzo cha ha gia subito un calvario di medici incompetenti con interventi vari e oggi gli dicono che non è più operabile come pensavano prima ma che deve "sopravvivere" e non vivere con dei farmaci che , probabilmente nemmeno loro sanno quali sono.
accade oggi all'Ospedale dia Castella Grotte, all'ospedale De Belis, nel reparto di gastroenterologia 2, gia noto per altri fatti di cronaca(http://www.faxonline.it/castellana/cronaca/11648-49enne-muore-in-ospedale-i-parenti-denunciano). Ultimo di una serie di ospedali che si sono rivelati incompetenti per il suo caso, in tutta italia (volutamente minuscolo). E pensare che fino a 154 anni qui al sud italico si sono fatti progressi medici che hanno messo le basi per la medicina moderna per non parlare della Antica Scuola salernitana con influsso Arabo, grazie fratelli d'Ita(g)lia...

Rocco Michele Renna
             
   L'urlo di disperazione di questo ragazzo
   deve riecheggiare nelle coscienze di tutti

A. M. 24/11/2015 ore 18:00 intervista tramite il noto network Facebook
Chi ha detto che Castellana è un'eccellenza?

NON MI VOGLIONO OPERARE, vogliono costringermi a VIVERE IN UN MODO ORRIBILE!
VI ODIO, SIETE SOLO DEGLI ....!
Vi auguro di patire le mie stesse pene, vi auguro di desiderare la morte ogni giorno, vi auguro di pregare Dio affinché vi doni l'alito della morte, ma che questa non arrivi, perché VIVERE DEVE ESSERE LA VOSTRA CONDANNA!


Questa è la mail che ho mandato alla dottoressa.
Io sono stanco, non voglio più vivere e, probabilmente, combinerò qualche ca***ta, lo so. Non si può essere forti e tenaci in eterno, non sono fatto di ferro, non ho più la forza di lottare e i vari "forza e coraggio, non mollare sii forte" lasciano il tempo che trovano.
Adesso voglio solo morire, basta.
Se qualcuno di voi vuole avvisare i media, lo faccia.
Io non voglio più fare un ca***.
*******************************************
Buonasera Dottoressa,
sono A. M. e le scrivo per aggiornarla sullo mio stato di salute.
non mi hanno più trasferito in chirurgia e ho avuto un incontro con il chirurgo, secondo il quale non sarei da operare ma da trattare con i farmaci.
Francamente, non so che farmaci voglia farmi prendere che non ho già preso, ma io non ho voglia di continuare a giocare a fare la cavia e, se qui non vogliono operarmi, andrò a Napoli, perché la mia vita non vale la pena di essere vissuta un solo giorno di più, non in questo stato.
Le chiedo scusa, so che lei ci ha provato ma di fronte ad una condanna a sopravvivere in questo stato, io o getto la spugna e mi lascio morire a casa, oppure tento il tutto per tutto.
Non immaginavo sarebbero restati così indifferenti di fronte al mio dolore e alla mia sofferenza, non immaginavo davvero. Mi condannano a vivere una vita di stenti, di dolore e lacrime, una vita desiderando di morire ogni giorno, in cui non potrò uscire di casa per far nulla, in cui dorò rimanere incatenato in casa a guardare la vita passarmi di fronte ogni giorno, perdendo quotidianamente tutti i treni.
La saluto e le auguro u...

Storia clinica del paziente ormai "inpaziente"
 Questo è pressappoco l’excursus della mia malattia, la quale è andata degenerando sempre più. A 2 mesi di vita mi ammalo di broncopolmonite asmatica.

A 2 anni e mezzo sono ricoverato a Matera, presso il vecchio ospedale. Lì non riescono a  riscontrare nulla ma si presume che la mia patologia potesse essere una forma di artrite reumatoide. Sono trasferito al Policlinico di Bari nel reparto pediatria, direttore della clinica Prof. Schettini Francesco. A 3 anni (compiuti in ospedale) mi viene diagnosticata una forma di artrite reumatoide infantile (come risulta da cartella clinica in mio possesso: Artrite Reumatoide Sistemica, oggi scoperto si tratta di malattia rara e invalidante). Durante il ricovero ho subito 2 trasfusioni di sangue, poiché molto debilitato. A causa degli antibiotici e delle medicine assunte, furono compromessi le funzionalità renali, epatiche e biliari. Dopo quasi 2 mesi di degenza fui dimesso per ritornare periodicamente per controlli sullo stato di salute, fino all’età di 13 anni. La terapia consigliatami (e seguita) fu la seguente:
1.      Flectadol 1000 mg (3 volte die)
2.      Diaminocillina 1.200.000 (1 ogni 15 gg)
3.      Vaccini antiinfluenzali

Questo sino all’età di 15 anni quando, deliberatamente, mi rifiutai di seguire ed accettare questa terapia, poiché molto dolorosa e, all’apparenza, priva di risultati.
Non ho mai goduto di una salute solida e di un fisico forte. Infatti, durante i cambi di stagione, specie durante il periodo invernale, nonostante le vaccinazioni e la cura con Diaminocillina, mi influenzavo sempre ed erano frequenti le forme di ricadute. A tal pro, sono stato sempre riempito e bombardato di antiinfiammatori e antibiotici a volontà. Col passare del tempo, questo tipo di cura, non ha potuto che far deperire le funzionalità organiche.
All’età di 20 anni, ho iniziato ad avvertire i primi disturbi gastrointestinali. Mi rivolsi dal mio medico curante, in primis e, successivamente da diversi gastroenterologi. La mia forma di gastrite  fu sempre presa molto alla leggera, poiché imputata a stress e ad un presunto fattore psicosomatico. Data la mia difficoltà ad evacuare regolarmente (soffro di stipsi ostinata), a seguito di una prima gastroscopia eseguita nell’ospedale di Matera a 22 anni, mi fu data come terapia:
1.     Laevolac, 1 cucchiaio (3 volte die)
2.     Peridion 10 mg (1 cp, 3 volte die)
3.     Maalox, al bisogno

I problemi, non solo non si attenuarono, ma peggiorarono. Questo sino a quando, dopo numerosi consulti e dopo essere stato letteralmente messo alla porta dal mio medico curante, poiché la mia malattia dipendeva, secondo lui, da un fattore psicosomatico, nell’agosto del 2006, fui ricoverato d’urgenza c/o “Ente Ecclesiastico Miulli”, ad Acquaviva delle Fonti (BA).
In quel periodo iniziai a soffrire di una violenta ed inarrestabile diarrea, ribelle a qualsiasi terapia. Diarrea che mi fece perdere oltre 25 kg di peso in due mesi.
In ospedale venivo alimentato esclusivamente per via endovenosa, poiché i cibi solidi avevano un effetto devastante sul mio organismo.


Al “Miulli” mi sono state effettuate:

1.      Gastroscpia
2.      Colonscopia
3.      Clisma opaco (intestino tenue)
4.      Clisma opaco (intestino crasso)
5.      TAC
6.      Ecografia
7.      Esami di routine (elettrocardiogramma, esami ematochimici, ecc…).

Diagnosi:


morbo celiaco (poi smentito).

Seconda diagnosi: gastrite cronica con mucosa iperemica. Villi intestinali lievemente atrofizzati. Dolicocolon.

Cura:


1.     Limpidex 15 (1 cp die)
2.     Duspatal (1 cp, 3 volte die)
3.     VSL#3 (2 volte die)
4.     Un qualsiasi farmaco antimeteoritico (utilizzai il Mylicon).

Nessun miglioramento, solo peggioramento. Diarrea che aumentava, con il picco di anche 40 scariche al giorno e presenza di cibo non digerito e non assimilato nelle feci, con sangue e muco. Ulteriore dimagrimento.
Verso fine novembre, primi di dicembre ebbi un collasso. Mi recai d’urgenza presso il centro “Euromed 3000, dal prof. Giovanni Gasbarrini”. Cure spese presso questo centro,oltre € 2.000,00 (duemila).
Esami:

1.      Breath-test al glucosio: negativo
2.      Breath-test lattosio: negativo, ma presenza di “ridotta escrezione di idrogeno”. Nonostante  la “negatività” del test, ebbi una violenta scarica di diarrea dalla quale si desunse una eventuale intolleranza al latte. Il vero motivo fu che mi proibirono di cibarmi di latte e derivati del latte per diversi mesi (da agosto 2006 sino a gennaio 2007, quando eseguii i test anzidetti). Per tal ragione non mi fu riscontrata l’intolleranza al lattosio che, invece, ERA PRESENTE!. Ma costituiva solo una tra i mali minori.
3.      Prick-test:      positivo      esclusivamente      all’acaro      della      polvere (allergia         a
Dermatofagoidi farinae)
4.      Valutazione nutrizionale
5.      Test psicometrici
6.      Ecotomografia

Diagnosi: presunta IBD.


Dieta (in base “presunzioni diagnostiche”):

NO:


Vino, birra, superalcolici, aceto, caffè (nemmeno decaffeinato), bevande fredde e gasate (coca cola o simili), frutta secca, banane, mele, pesche, agrumi, frutti di  mare, molluschi, crostacei, pepe e peperoni, cioccolata, cacao e panna, dolcificanti (saccarina, apartame…..), caramelle, chewing-gum, gelati confezionati, crema, menta, latte “intero”, mozzarella, carni ovine, legumi, verdure a foglia larga. Latticini preferibilmente stagionati e in piccole dosi ma preceduti da 1 – 2 cp “Lacdigest” (integratore di lattasi, proteina che serve per la digestione del lattosio). Legumi e verdure a foglia larga preferibilmente in piccole porzioni ma preceduti da 1 – 2 cp di “Sinaire” (previene la fermentazione dei gas intestinali, cosa che con me non ha mai funzionato).
Preferire i pasti piccoli e frequenti, piuttosto che quelli eccessivamente abbondanti e distanziati tra loro, masticando sempre bene e lentamente!

GASTROSCOPIA


1)                   ESOFAGO: calibro e decorso regolari, mucosa eritematosa al III distale, linea Z irregolare a 37 cm. Cardias beante;
2)                   STOMACO: largo muco, pliche distendibili. Regione cardiale eritematosa. Fondo eritematoso ed edamotoso con multiple petecchie ed erosioni centrate da coagulo, varie. Corpo ed antro con eritema (bx flac 2). Piloro oltrepassabile;
3)                   DUODENO: bulbo indenne. DII e DIII indenni, villi normorappresentati all’immersione (bx multiple flac 1)


CONCLUSIONI


1)                   beanza cardiale con esofagite lieve
2)                   gastrite emorragica del fondo severa, erosiva ed eritematosa
3)                   istologico in corso
4)                   utile terapia con antiacidi ad alte dosi – non assumere FANS
5)                   pseudo polipo edomatoso (rimossomi in sede endoscopica)


COLONSCOPIA:


1)                   si esplora il colon sino al cieco
2)                   valvola oltrepassabile, ileo studiato x ca 30 cm indenne da lesioni (bx multiple flac 1)
3)                   cieco ascendente, traverso, discendente, sigma ed ampolla indenni

CONCLUSIONI



esame microscopicamente indenne da lesioni. Istologico in corso di ileo terminale come richiesto.
La dieta elencata sopra doveva essere eseguita scrupolosamente!

Terapia e Medicinali:


1.      Xanax 0.25 (2 volte al dì) – Categoria farmaceutica: ansiolitico;
2.      Lansoprazolo (Limpidex) 15 mg (2 volte al dì) – inibitore della pompa protonica
3.      Maalox TC (2 volte al dì) - antiacido
4.      Medrol 20 (cortisone) 16mg (assunto per un anno, 2 volte al giorno, per un totale di 32 mg al dì);
5.      Sereupin (1 volta al dì) – Categoria farmaceutica: antidepressivo
6.      Deursil RR 450 mg (dopo i pasti la sera prima di coricarsi) -
7.      Lactigest (1-2 cp prima di assumere latticini, purché questi siano stagionati);
8.      Sinaire (1-2 cp prima dell’assunzione di legumi o verdure a foglia larga)

Nonostante questa terapia, a base di bombardamento di Cortisone (fino a 32 mg die, per 1 anno intero), l’unica conseguenza fu che la diarrea aumentò ancora e i chili diminuivano (giunsi a pesare intorno ai 43 kg). Ma, proprio in questo periodo, 20 luglio 2007 mi laureai in Economia e Commercio conseguendo il titolo di Dr. in Economia e Commercio.
Durante il periodo di maggio 2007, una mia insegnate universitaria mi consigliò di farmi curare presso il Dipartimento Di Medicina Generale del Policlinico di Bari, dal prof. Piero Portincasa (primario, prof. Palagiano). Purtroppo, anche qui, non mi fu riscontrato nessuna causa pertinente ai miei sintomi che andavano sempre più acuendosi. L’unica terapia aggiuntiva a quella che stavo eseguendo, fu quella di inserire, come integratori all’interno della mia dieta, 3-4 “Nutridrink” e di sospendere con gli antidepressivi, data la seguente relazioni psichiatrica e nutrizionale, stilata sempre all’interno del Policlinico c/o il Dipartimento di Psichiatri, della quale riporto uno stralcio:
RELAZIONE DI CONSULENZA PSICHIATRICA Università Degli Studi XXX, Facoltà di Medicina e Chirurgia – Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche
In conclusione si potrebbe escludere un disturbo del comportamento alimentare  o un disturbo di somatizzazione. Si consiglierebbe, quindi, la sospensione graduale dell’antidepressivo (Paroxetina) ed eventualmente potrebbe essere rivisto a media distanza“
Dato il peggioramento dei sintomi, eseguo ulteriori gastroscopie e colonscopie. Mi rivolgo al prof. Onofrio Caputi-Jambrenghi (Policlinico di Bari).

Diagnosi:


1.      Gastrite iperemica con mucosa intestinale sanguinante;
2.      Risultati colonscopia: colite iperemica di origine aspecifica.

Cura:



1.      Pantorc 20 mg, 1 cp al giorno;
2.      Clipper 5 mg, 1 cp a pranzo (cortisone);
3.      Pentacol 800 mg, 3 cp al giorno prima dei pasti (mesalazina, alias steroidi a volontà)
4.      Motilium, 1cp 3 volte al dì.

La cura, eseguita scrupolosamente per 1 mese intero, non ebbe alcun effetto. Ennesimo ricovero c/o Ospedale “San Paolo”, Bari.
Eseguiti gli stessi esami, stesse conclusioni ma rilevamento del virus Elicobacter Pylori (in realtà  me ne accorsi io leggendo i risultati degli istologici, i medici stavano licenziandomi con il solito “non hai nulla di rilevante”). Cura:
1.      Terapie eradicante a base di 3 diversi antibiotici, presi 3 volte al dì, per 1 settimana
2.      Pantorc 20mg;
3.      EN gocce (Delorazepam, 8 gocce la mattina ore 8; 20 gocce ore 20,00) – ansiolitico;
4.      Levopraid, 3 volte al dì prima dei pasti.

Niente di rilevante per ciò che concerne l’eziologia della sintomatologia e delle patologie (gastrite, ulcere e via dicendo).
Nessun miglioramento, anzi, dopo 2 mesi un peggioramento. Decido di rivolgermi ad un prof. gastroenterologo di Milano, il prof. Bianchiporro. Questi, senza neppure dare uno sguardo alla cartella clinica, solo dopo avermi ascoltato, mi congeda (previo pagamento “premi” di € 250,00)  con le seguenti parole famose: “li tuo è un fattore psicosomatico. Dovrai essere curato con psicofarmaci, previa consulenza psichiatrica. Inutile fare viaggi della speranza dal sud al nord”.
La voglia di rompergli la faccia, dato il poco tatto usato, non tanto con me ma con mia madre, era davvero tanta. Ma lo era maggiormente l’educazione impartitami, per cui feci buon viso a cattivo gioco e mi feci psicoanalizzare dal prof. Ripa a Gravina in Puglia..
Quest’ultimo, pur non riscontrandomi NULLA a livello psicosomatico, continuava a prescrivermi, quasi fosse una sorta di “prova”, psicofarmaci a volontà (antidepressivi, ansiolitici e associazione degli uni con gli altri).
Nessun miglioramento.

Gli unici periodi di benessere gli avevo solo se restavo a digiuno pe 2 giorni, il tempo che il mio fisico si disintossicasse (da cibo e farmaci). Ma, dopo poco tempo, ricadevo nel baratro.
Mi rivolsi, a marzo, dal prof. Francavilla che, dopo 10 minuti di udienza e il pagamento di € 125,00 ordinò il mio ricovero c/o la “Casa di Cura – La Madonnina”.
Nessun esame specifico eseguito in quei giorni, se non una seconda manometria rettale e un rx all’addome con markers (Diretta Addome), per valutare il transito intestinale e la motilità del colon che, misteriosamente, apparivano sempre nella norma, tranne per la presenza del Dolicocolon e di una deformazione del colon nella parte finale (forse congenita? Forse un Megacolon? Nessuno ha mai spiegato questo mistero). Inoltre, gli esami di IMMUNOLOGIA, rilevano una presenza di HLA per MORBO CELIACO del SIEROTIPO HLADQ2 (predisposizione genetica ad una


eventuale intolleranza al glutine). Inutile stare ad elencare tutte le indagini Ema e transglutaminasi, con relative indagini endoscopiche.
Valutazione: fattore psicosomatico, altri farmaci non differenti dai suddetti, altri ansiolitici e via. Nessun miglioramento
A settembre sono in cura, ancora, c/o “Casa Sollievo Della Sofferenza” a San Giovanni Rotondo. Qui non mi viene effettuato ALCUN esame specifico, se non esami del sangue e un’ecografia (che avrei potuto effettuare anche a Gravina, comodamente). Anzi, mi vien detto che, oltre al famoso e sconosciutissimo anche alla psichiatria, “fattore psicosomatico”, il mio era un problema di cattiva alimentazione.
Siccome stavo bene ed ero più sano di un pesce, mi fu data la seguente cura (nonostante le mie obiezioni: se una persona è in salute, perché farle assumere dei farmaci?):
1.      Pantorc 20, 1 cp die
2.      Movicol, da 1 a 3 buste die
3.      Antiacidi (Maalox)
4.      Noremifà, bustine (al bisogno)
5.      Peridon, 40 mg (3 volte, die) Peggioramento terrificante dei sintomi.
Proseguo in queste condizioni sino a quando, all’improvviso, l’alvo ritorna stitico e i sintomi digestivi e di peristalsi peggiorano, ma al contrario (rallentamento e blocco intestinale)
Nulla lo smuove, vado avanti a clisteri e supposte, simeticone e altri procinetici, fino al ricovero nel 2012 al San Paolo di Milano (altra perdita di tempo, poiché etichettato come anoressico e fattore psicosomatico ambulante) e, successivamente, al Policlinico San Matteo di Pavia (di cui allego lettera di dimissioni. Anche qui, però, continuano a non escludere sindrome psicosomatica, nonostante gli esami parlino dell’esatto opposto).
Nel 2013, dopo pochi mesi, mi rivolgo a Parma, all’Ospedale Maggiore e lì, dopo alcuni esami, ritengono opportuno di rimuovere urgentemente l’intero colon e il 23 dicembre 2013 vengo operato di colecotmia totale; successivamente, la colecisti si ammala e soffro di coliche biliari. Dopo qualche mese, date le numerose corse in pronto soccorso, si decide di operarmi di colecistectomia in contemporanea allulteriore intervento di ricostruzione plastica dello stomaco, secondo la tecnica della fundoplicatio secondo Nissen-Rossetti (allego le lettere di dimissioni).
Da quel giorno, è l’inferno: le scariche diarroiche si decuplicano, il dolore al retto è mostruoso, non riesco più ad alimentarmi e dimagrisco di oltre 10 Kg, non riesco più a mettere peso e la mia vita si risolve a essere vissuta nelle pareti di casa da Maggio 2015.
Attualmente, in attesa di un ulteriore intervento al colon-retto (probabilmente una ileostomia o altro, sperando sia definitivo).
I farmaci che assumo sono troppi e costosi e per niente mutuabili, ossia.


1.      Dulcogas (simeticne)
2.      Sinaire combi
3.      Dicoflor
4.      Dicoplus 100
5.      Eva Q (supposte effervescenti)
6.      Levopraid gocce

La difficoltà attuale sta nell’evacuare nonostante la diarrea e mi è impossibile urinare sena premere sulla vescica, sforzandomi notevolmente.


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